
di MARCO VALLONE
Giunge alla quinta puntata la stagione di Catanzaro Capitale, la trasmissione di approfondimento politico de La Nuova Calabria condotta da Gabriele Rubino, che questa sera ha ospitato Fabio Guerriero, rappresentante catanzarese di Progetto Civico Italia.
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Il partito guidato a livello nazionale da Alessandro Onorato prova a farsi spazio nella politica italiana, ma ogni movimento politico che voglia acquisire consenso nei confronti dell'elettorato tendenzialmente deve passare anche per la prova dei territori. Non fa eccezione la recente creatura dell'ex assessore ai grandi eventi di Roma Capitale, che prova a guadagnare terreno soprattutto in ottica campo largo, sponda centrosinistra.
Il centrodestra si sta organizzando e, nelle scorse settimane, diversi sono stati gli ospiti di trasmissione di quella parte del campo politico (Costanzo, Tallini ndr). Ma che succede invece nel centrosinistra catanzarese? Il sindaco uscente, Nicola Fiorita, è stato ospite nella seconda puntata, e ha fatto intendere come ancora la decisione di ricandidarsi sia da considerarsi al vaglio, tenendo conto anche di una questione familiare personale che in questa fase riveste un ruolo importante nelle riflessioni dell'attuale primo cittadino catanzarese. Tuttavia negli scorsi giorni Francesco Pitaro, attuale iscritto del Pd, ha rotto gli indugi, facendo sapere di avere tutta l'intenzione di candidarsi a sindaco della città di Catanzaro, con un movimento civico appoggiato da 5 liste.
Per Fabio Guerriero bisogna considerare l'opzione primarie per la scelta del candidato a sindaco, considerando, però, in primo luogo che bisogna partire dai programmi? “Io ho fatto un ragionamento che per esigenze di sintesi – ha spiegato Guerriero, rappresentante catanzarese di Progetto Civico Italia - ho rappresentato sulla stampa in modo schematico, lanciando le cosiddette primarie. Però va fatta una premessa: 1) Bisogna capire se il sindaco uscente si ricandida o meno, perché questo è un elemento decisivo del ragionamento che ho provato a fare”. Perché, se si candica Nicola Fiorita non c'è partita? “Mi sembra naturale – ha affermato Guerriero – che il sindaco uscente debba riproporsi senza passare dalle primarie. Poi bisogna però capire a quale coalizione fa riferimento il sindaco uscente, perché io non do per scontato che il campo largo sia completamente aderente a quella che è l'azione amministrativa portata avanti sino ad oggi dal sindaco Fiorita. Quindi, innanzitutto, Nicola Fiorita deve sciogliere il nodo, al di là delle rilevanti, senza dubbio, vicende umane personali. Nel più breve tempo possibile deve determinare se si candida o se non si candida. Se si candida – è la riflessione dell'esponente del partito di Onorato – si apre una discussione che è di natura diversa. Certo, mette davanti sicuramente una candidatura importante, quella del sindaco uscente. Sapete bene tutti che io non l'ho sostenuto durante la sua campagna elettorale e durante il suo mandato, ho evitato di fare attacchi inutili e ho provato a fare le mie proposte. Il più delle volte sono rimaste inascoltate però la sua candidatura sarebbe, di fatto, facendo riferimento a una parte del centrosinistra, una cosa scontata che non necessita di primarie”.
“Il mio ragionamento invece parte da un discorso diverso – è l'altra ipotesi di Fabio Guerriero - . C'è bisogno di ricucire un rapporto di fiducia tra un'area vasta, che guarda al centro e alla sinistra, con l'opinione pubblica catanzarese, troppo delusa dalle amministrazioni ultime tutte, inclusa questa. Tante belle promesse, ma ci stanno fattori, elementi, che ci dicono che di fatto la città, non solo per responsabilità politiche locali, è in forte regressione in termini economici, sociali e, ahimè, civili. Sotto tantissimi aspetti la spinta propulsiva di quella che era Cambiavento, che nei primi mesi si era adoperata con una squadra di giunta significativamente diversa rispetto alle ultime... Ricordiamo che in quasi 5 anni di amministrazione del sindaco Fiorita sono stati tantissimi gli assessori che si sono succeduti nei posti cruciali della giunta. Questa cosa ha inciso in modo significativo sulla scelta delle azioni da intraprendere. Ad esempio, da ultima, l'isola pedonale”.
Quindi Guerriero afferma che se il sindaco Fiorita si candida, nulla quaestio. Però deve schierarsi per il centrosinistra. Perché questo appunto, perché l'amministrazione Fiorita non è stata propriamente di sinistra? Questo è uno degli appunti di Fabio Guerriero? “Coglierla in questi termini non va molto lontano dal mio obiettivo – ha chiosato il referente di Progetto Civico Italia -. Io dico che i numeri dicono che la giunta Fiorita sia sostenuta da un numero di consiglieri minoritari rispetto alla maggioranza. E quindi, per potere mantenere la propria azione politica in campo, ha avuto necessità indubbia, evidente, del supporto di una parte consistente del centrodestra. Questa cosa secondo me ha condizionato l'azione politica perché poi non è che poteva pensare di potere governare la città a prescindere da chi gli dà il sostegno in consiglio comunale. Questa cosa è stata condizionante. Ora, per riallacciare questo rapporto con quello che dovrebbe essere il suo bacino naturale di riferimento, vi è necessità di creare un progetto e un programma che sia veramente condiviso”. Il programma, quindi: “Metto al centro della mia rivendicazione – ha sostenuto Fabio Guerriero – la creazione di un programma sintetico. Non una favola bellissima, scritta, e che si deposita agli atti del comune al momento della candidatura”. Ormai il programma si può fare anche con l'intelligenza artificiale, con chatGPT: “Va per la maggiore ormai, e ogni tanto qualcuno dimentica di rimuovere il riferimento a un ambito territoriale diverso e qua andiamo sul ridicolo – è la considerazione ironica lanciata da Guerriero -. Però diciamo che Catanzaro è purtroppo, per una serie di ragioni prevalentemente di natura lavorativa ed economica, in decadenza. C'è quindi bisogno di un programma che sia il più largo possibile, il più condiviso possibile”.
“Nella mia nota stampa degli scorsi giorni – ha spiegato Guerriero – non ho parlato di primarie del centrosinistra. Sicuramente faccio un azzardo, ma sono dell'idea e della convinzione che Catanzaro non si salva con il centrosinistra o con il centrodestra”. E, quindi, come si salva? “Catanzaro si salva se le forze più ragionevoli e volenterose di questa città si siedono attorno a un tavolo, facendo un progetto di pochi punti condiviso, fattibile e reale – è il pensiero dell'esponente del partito di Onorato - per rimettere il capoluogo di regione sui giusti binari. Quindi la richiesta delle primarie guarda sicuramente alla mia area politica di riferimento, che è quella e resterà quella. Ma sicuramente guarda con interesse anche ai tanti che in questi mesi si sono manifestati sugli organi di stampa per dire 'noi saremmo disponibili, ci siamo'. E' il modo per far sintesi con questi soggetti che sono significativamente diversi rispetto a quelli che rappresentano la mia idea, trovando la convergenza su un programma condiviso”.
“Allora – è il pensiero di Fabio Guerriero –, se si parla di programmi, tutto viene più facile. Se si parla di donne, di uomini, io non penso vi siano salvatori della patria, persone capaci di risollevare con la bacchetta magica le sorti di questa città. Questo è mancato negli ultimi 20 anni, è sotto gli occhi di tutti: spero ci sia un'inversione di tendenza”.
Giustissimo, ma spesso la politica è fatta anche di nomi e cognomi. E quindi la domanda è: Valerio Donato poteva essere una cosa diversa rispetto a Fiorita? “Non saprei. Dico una cosa – ha affermato Guerriero - : il professore Donato ha alcune caratteristiche umane, professionali, che lo contraddistinguono, lo caratterizzano. Non solo nella città di Catanzaro, ma in tutta la regione e anche fuori. La differenza tra l'azione amministrativa che avrebbe potuto portare avanti il professore Donato e quella che ha portato avanti il professore Fiorita è significativa. Donato ha una serie di rapporti, di capacità amministrativa, lasciatemelo dire, significativamente diversa rispetto a quella che abbiamo visto in campo in questo periodo. Capisco che sia frutto di mediazioni su mediazioni, ma la campagna elettorale di Valerio Donato è stata caratterizzata proprio dalla ferma volontà di non fare compromessi al ribasso su alcune cose, e proprio per questo ha perso. Sulla ferma volontà di rivendicare per la città di Catanzaro la centralità in Calabria. E questa cosa, arrivati a un certo punto della campagna elettorale, a qualcuno non è andata bene. Tant'è che Nicola Fiorita - ha rilevato il referente di Progetto Civico Italia - ha vinto con un sostegno importante di una parte del centrodestra”. Quale parte? “Il candidato a sindaco Antonello Talerico, divenuto consigliere regionale di Forza Italia, di sicuro – è la stilettata di Guerriero – non può essere annoverato tra gli uomini del centrosinistra. Certamente in modo pubblico, e quindi onesto e trasparente, ha sostenuto al ballottaggio Nicola Fiorita. E' un dato di fatto inopinabile. Talerico aveva 7 consiglieri comunali, tutti schierati sulle posizioni di Nicola Fiorita. O quanto meno, anche quelle, erano frutto di una mediazione. Poi le cose sono cambiate”.
Questi i passaggi più rilevanti della trasmissione di questa sera. Poi ancora considerazioni su Occhiuto, Vannacci, la Lega e, più in generale sulla città e sulla politica cittadina sono state sviscerate da Fabio Guerriero. Ad esempio, tra le altre cose, Guerriero si prepara ad essere un esponente di spicco di un centro che in città potrebbe dialogare sia a destra che a sinistra? Per conoscere la risposta al quesito, insieme a tante altre curiosità sul pensiero più di lungo raggio di Guerriero sui temi di serata, l'invito è quello di cliccare sul video allegato.
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