Catanzaro celebra Mimmo Rotella nel ventennale della sua scomparsa: inaugurata la mostra "Autorotella"

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images Catanzaro celebra Mimmo Rotella nel ventennale della sua scomparsa: inaugurata la mostra "Autorotella"
Da sinistra: Mostaccioli, Fiorita, Fiz, Monteverdi

  08 gennaio 2026 23:41

di ANNA TRAPASSO

Catanzaro riscopre il suo indimenticato maestro, Mimmo Rotella, a 20 anni dalla sua scomparsa terrena. Ne riscopre i luoghi, quella casa materna di Vico dell'onda, la sua poetica artistica, i suoi strappi. E proprio da questi ultimi vorrebbe (e potrebbe) fare attuale il messaggio di "guardare oltre" la superficie delle cose, esplorare oltre l'immagine, trovare la bellezza dopo la lacerazione.

E' anche questo il senso di "Autorotella", la mostra promossa da Fondazione Rotella ed inaugurata nella "Casa della Memoria" di Catanzaro, che apre l'anno "Rotelliano", un anno di iniziative che l'Amministrazione comunale promette di voler attuare nel segno del ricordo ma anche della progettualità. 

Una mostra intima, vista l'entità degli spazi in quella casa che gli diede i natali, ma comprensiva di ogni sua espressione artistica, dai décollage ai retro d'affiche, dalle più moderne opere realizzate con l'ausilio del computer alle sculture-architetture, dagli autoritratti fino alla celebre lattina di Rotella Oil, le "Petit monument à Rotella". Le opere selezionate, realizzate tra il 1969 e il 1999, restituiscono la complessità del linguaggio di Rotella: tele emulsionate, lamiere con interventi di décollage e sovrapittura, sculture e disegni ironici e caricaturali.

A rappresentare la Fondazione in seno all'evento inaugurale Raffaele Mostaccioli, consigliere del suddetto ente, che ha spiegato come l'iniziativa si inserisca in un ampio programma di celebrazioni che durante tutto l'anno toccheranno diverse città italiane ed estere, con l'intenzione di diffondere sempre più nel mondo il nome del maestro Rotella insieme a quello di Catanzaro. "In quanto Fondazione, però, abbiamo fortemente voluto che il primo evento fosse proprio qui, nella sua città natale, e nella Casa della Memoria dove il maestro Rotella è cresciuto e ha iniziato a formarsi artisticamente", ha evidenziato.

"Questa è una grande occasione per la città - ha detto il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita - e per questo motivo vogliamo dedicare quest'anno  a coltivare il rapporto e legame indissolubile tra Mimmo Rotella e Catanzaro. Abbiamo iniziato con piccole cose, dall'affissione del cartellone di benvenuto al ripristino del murale per cui ringrazio molto Poste Italiane, sono inoltre molto contento di aver ricevuto Asya Rotella, sua figlia, che mancava da Catanzaro da tanti anni, ci siamo impegnati reciprocamente a creare occasioni perchè la sua presenza in città non sia sporadica". 

"Abbiamo aspettato la giornata odierna per annunciare quello che sarà per noi "l'anno rotelliano" - ha aggiunto l'assessore alla cultura Donatella Monteverdi - il nostro desiderio è quello di coinvolgere la cittadinanza a partire dai bambini, dai ragazzi, su un percorso condiviso di memoria e celebrazione. Credo sia fondamentale, perchè è un motivo di grandissimo orgoglio per la città avere dato i natali ad uno dei più grandi artisti del '900, che ha sempre mantenuto vivissimo il rapporto con Catanzaro, cosa sempre abbastanza rara per chi va via. Ci impegneremo al massimo per essere all'altezza dell'amore che Mimmo Rotella ha avuto per la sua città. E lo faremo in questi mesi con una serie di iniziative nelle scuole, per celebrare il genio di Rotella che il mondo ci riconosce, nella pittura ma anche nella poesia, pertanto dedicheremo alcuni appuntamenti anche alla poesia epistaltica.
Faremo tutto il possibile per esporre in città "Ikarus", una grande opera provvisoriamente non visibile dal pubblico, credo che faccia parte della storia e del futuro della città.  Essere la città di Rotella è una possibilità che non dobbiamo disperdere e anzi dobbiamo coltivare. Tutto si concluderà con una grande mostra al Complesso San Giovanni prevista per la prossima estate".

E' intervenuto, poi, il curatore della mostra, Alberto Fiz: "Sono convinto che la casa della memoria sia anche la casa del futuro: non dobbiamo pensare esclusivamente in termini di memoria. Siamo davanti a un artista che ha sempre cercato di captare la realtà e farla propria, in maniera critica e problematica.
Se Rotella potesse lavorare ancora oggi sicuramente si interesserebbe delle nuove tecnologie, dell'intelligenza artificiale, delle indagini più innovative della nostra società; è un artista che evidentemente ha anticipato il mondo dei social, dei media, e lo ha fatto in maniera sempre estremamente provocatoria .
Diverso è il suo impatto rispetto a quello con cui spesso viene confrontato della pop art americana, un movimento molto più legato alle icone, a una visione del mondo molto più "bloccata", dove c'è un immaginario che era quello della comunicazione. Mimmo Rotella tutto questo lo mette in discussione. La sua è una linea europea che ci appartiene intimamente. Rotella sviluppa un percorso proprio in cui la pubblciità, le icone del cinema, vengono problematicizzate, non c'è mai niente di statico e nessuna celebrazione pregressa. Quello che fa Rotella lo fa anche su se stesso. Questa è la ragione per cui all'interno della Casa della Memoria, intimamente legata alla sua storia di vita, abbiamo voluto celebrare Rotella partendo da se stesso, in cui egli stesso è, appunto, parte di un universo contemporaneo ed è parte del mondo. 
Non c'è mai una visione intimista o esistenziale, Rotella si "rotellizza" così come fa con ogni altro suo oggetto. 
Non a caso abbiamo voluto intitolare la mostra "Autorotella", perché è la sua autobiografia che riguarda quel periodo difficile ma estremamente sperimentale che va dal '66 al '68.
Parola e immagine si sintetizzano, si incrociano e si incrocia appunto il desiderio di metterci di fronte a una continua lacerazione del reale che non è mai statico. Questa è la caratteristica di questa mostra, che è una mostra progettuale, partendo da una sua opera molto particolare che era qui, un retro d'affiche del 1968 dal titolo "Ero io", che ci ricorda il suo passato e anticipa il futuro. Ci sono lavori molto differenti tra loro, anche un' opera realizzata con il computer fino ai lavori più recenti, che è il decollage con la sovrapitttura sulla tela, che è una sintesi molto significativa, ma anche qui emerge la necessità di non adeguarsi ai dogmi e al pensiero dominante. Di qui l'auspicio che Catanzaro faccia proprio il messaggio di Rotella non solo nel ricordo ma per capirne l'attualità e la portata rispetto alla nostra contemporaneità".

In merito al suo ritorno a Catanzaro, dopo molti anni, Fiz ha infine aggiunto "Mi sembra una grande rimpatriata, ho incontrato oggi tante persone che ricordo con piacere, mi fa piacere che ci sia tanto attaccamento a questo luogo e a Rotella". 

La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 29 marzo. 


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