





di IACOPO PARISI
La Guardia di Finanza di Calabria ha celebrato questa mattina a Catanzaro San Matteo, patrono delle Fiamme Gialle, con una funzione religiosa nella chiesa del Santissimo Rosario, alla presenza dei vertici del Corpo e di numerose autorità civili e istituzionali.
La celebrazione, promossa dal Comando regionale della Guardia di Finanza guidato dal generale di brigata Paolo Borrelli, è stata presieduta da mons. Stefano Rega, vescovo di San Marco Argentano-Scalea.
La ricorrenza di San Matteo rappresenta ogni anno per le Fiamme Gialle non soltanto un appuntamento religioso, ma anche un’occasione di riflessione sulla missione affidata al Corpo e sui principi che ne accompagnano l’attività quotidiana. Il legame tra l’Apostolo e la Guardia di Finanza affonda le radici nella sua stessa storia: prima di seguire Gesù, Matteo era infatti un pubblicano, incaricato della riscossione dei tributi, una figura che nel tempo ne ha fatto un riferimento naturale per il Corpo. La scelta, maturata già nei primi anni del Novecento, venne formalizzata nel 1934 con la proclamazione di San Matteo a patrono della Guardia di Finanza. Un richiamo che ancora oggi accompagna una ricorrenza vissuta come momento di raccoglimento, condivisione e rinnovato senso di appartenenza.
Proprio su questo aspetto si è soffermato il generale Borrelli al termine della celebrazione. “Abbiamo una missione da adempiere e lo facciamo con convinzione, con senso e profondo rispetto delle regole per il bene della collettività” ha sottolineato il comandante regionale.
“Questo momento di festa per il nostro Santo Patrono – ha aggiunto – è anche un momento di riflessione, di ulteriore condivisione e di comunione di intenti. Siamo grati alle autorità che hanno inteso essere presenti a questa nostra festa, nella convinzione che il nostro sforzo per la collettività sarà sempre maggiore”.
Parole che hanno sintetizzato il significato attribuito alla giornata dal Corpo: una ricorrenza capace di coniugare il momento spirituale con il richiamo alla responsabilità istituzionale, alla presenza sul territorio e alla collaborazione tra le diverse articolazioni dello Stato.
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