Catanzaro, Cimino: "Buon Pride a tutti"

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  08 agosto 2026 15:41

di FRANCO CIMINO

«Non è vero, ma ci credo». Uso questa simpatica espressione, titolo di una delle commedie più belle e significative di Peppino De Filippo, per dire della mia trepidazione nei momenti in cui gli eventi, i fatti, le cose che seguo e che mi premono sono, per effetti interni o esterni, suscettibili di qualcosa che possa disturbarli.

Quindi, come per il malocchio napoletano, anch’io, che a queste cose non credo assolutamente e che, per la mia fede e la mia ragione, ho fiducia nella Provvidenza,e nella Ragione, questo «sensitivismo» lo applico quasi come un augurio di buona fortuna.

Mancano poche ore all’inizio del Pride a Marina. Per averlo fortemente apprezzato e difeso per ciò che una manifestazione come questa rappresenta per tutti, come ho avuto modo di dire nella mia riflessione, temo che gli «schifatori» dei sessualmente diversi, quelli che intendono la sessualità secondo una generica idea di normalità — ribadisco che per me non esiste la normalità, ma solo la diversità, essendo tutti diversi noi tutti —, e non pochi odiatori del diverso, i tanti ormai xenofobi, i non pochi omofobi, i tanti ipocriti dell’omosessualità repressa e i molti che di represso hanno la stessa sessualità «normale», possano trovare nel Pride un’occasione per manifestare il loro dissenso o, peggio, il loro disprezzo. Insomma che c’è “ la buttino proprio”( nel mio dialetto si dice “ na iettanu”).

E temo, pertanto, quanti attribuiscono al Pride uno stigma negativo, identificandolo con la sinistra. Io sono democristiano da sempre. E vorrebbero farne una buona occasione di attacco a quella e magari all’attuale sindaco, che una parte di loro, quella più schierata politicamente,hanno contribuito a tenere in vita quando loro stessi, la parte politica avversa, avrebbero potuto farlo cadere. Io, uomo delle istituzione, ho preferito, ma su una morale diversa, che ciò non accadesse.

Mi piacerebbe, comunque , che quella stessa responsabilità dell’autoconservazione si manifestasse anche oggi, auspicando, come me, che il malocchio non raggiunga la manifestazione odierna e che essa si svolga nel massimo della serenità e della sicurezza.

Che sia davvero, com’è nella volontà degli organizzatori e nella cultura del Pride e di chi in essa opera, una manifestazione per il diritto alla tutela della propria completa libertà e alla piena dignità della persona; che in quelle battaglie, considerate del mondo dei diversi, trovi un modo autentico di esaltazione dei valori della vita, tutti i valori, e della democrazia, quella senza aggettivazioni e colorazioni di sorta e senza opportunismi.

Ché la vita, come la libertà, la dignità e la democrazia, sono indivisibili e non negoziabili. Soprattutto non riducibili alla propria ideologia. Specialmente se, da qualsiasi parte della topografia politica, non si presentano testimonianze di coerenza e di fedeltà ad essa, alla democrazia.

Il Pride di oggi sarà, come lo è nelle intenzioni, anche una festa per Catanzaro, città democratica e accogliente. Chi vuole, come io mi auguro, essere anche in futuro attiva protagonista nella costruzione dei processi di pace in ogni luogo e nel mondo intero, deve sapere che la libertà e la dignità non hanno confini.

E allora, facendo tutti gli scongiuri e le tipiche operazioni di Peppino De Filippo — «Aglio, quaglia, prezzemolo e occhio storto, caccia dalla manifestazione odierna il malocchio!» —, sarà una serata bellissima.

Di festa. Non di denuncia, ma di liberazione. E l’affermazione della libertà nella piena affermazione della dignità umana.

Quella dignità sempre più negata ai sempre più numerosi cittadini che soffrono questa stagione di pesante impoverimento e di povertà.

Buon Pride a tutti. Proprio a tutti.

E a Catanzaro, in particolare.