
A San Lorenzo del Vallo monta la protesta per la decisione di modificare il tradizionale programma dei festeggiamenti in onore del patrono, San Lorenzo Martire. Nelle ultime ore i social network sono stati invasi da decine di interventi di cittadini che contestano l'eliminazione della storica giornata dell'11 agosto, da sempre dedicata ai festeggiamenti civili.
Per oltre settant'anni, infatti, la ricorrenza patronale si è articolata in due momenti distinti: il 10 agosto riservato alle celebrazioni religiose e l'11 agosto dedicato agli eventi civili, con spettacoli, musica e appuntamenti che hanno rappresentato uno dei momenti più attesi dell'estate Sanlorenzana, richiamando anche tanti emigrati che rientravano in paese proprio in occasione della festa.
Una sola eccezione si era registrata lo scorso anno, quando, per consentire l'esibizione del cantante Al Bano, disponibile esclusivamente il 9 agosto, il calendario fu anticipato in via straordinaria con la festa civile il 9 e quella religiosa il 10 agosto. Una modifica che molti cittadini avevano considerato episodica e legata a esigenze organizzative.
Quest'anno, invece, il programma prevede esclusivamente la giornata del 10 agosto, mentre l'11 agosto sarà occupato da una rappresentazione teatrale inserita nel cartellone estivo comunale e non dai tradizionali festeggiamenti civili del patrono.
Una scelta che ha provocato un'ondata di critiche. Numerosi cittadini parlano di una tradizione "cancellata" e chiedono che venga ripristinato il format storico della festa. Nei post pubblicati sui social ricorrono parole come "identità", "memoria" e "radici", con l'invito a non modificare una consuetudine che accompagna la comunità da decenni.
Tra gli interventi figurano anche quelli di esponenti politici di opposizione, che chiedono chiarezza sulle motivazioni della decisione e si interrogano su chi abbia scelto di modificare il calendario della festa patronale.
Nel dibattito pubblico vengono chiamati in causa sia il parroco sia l'amministrazione comunale. Molti cittadini ritengono che una decisione di tale portata avrebbe dovuto essere condivisa con la comunità, mentre altri sollecitano un confronto pubblico per chiarire le ragioni della scelta.
Secondo quanto emerge dalle discussioni sui social, sarebbe inoltre già in corso una raccolta firme da presentare alla Curia, con l'obiettivo di chiedere il ripristino della tradizionale giornata dell'11 agosto.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte del parroco, del Comitato Festa o del sindaco Vincenzo Rimoli sulle motivazioni che hanno portato alla rimodulazione del programma.
La vicenda continua a far discutere e nelle prossime ore cresce l'attesa per un chiarimento da parte dei soggetti coinvolti, chiamati a spiegare una decisione che ha riacceso il dibattito sul rapporto tra tradizione, organizzazione degli eventi e partecipazione della comunità.
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