Catanzaro. Comune, Corsi: "Cardamone vada in Procura a denunciare le pressioni subite"

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"All’assessore Cardamone vogliamo chiedere quali sono le “logiche” a cui non si è voluto piegare? Chi e in che modo ha fatto pressioni su di lui? Quali erano le pratiche oggetto di pressioni?", così Antonio (Jonny) Corsi, Consigliere del Gruppo Misto al Comune di Catanzaro.

  07 luglio 2021 13:37

“Conservo intatta la mia autonomia e proprio in ragione di essa ho preferito fare passi indietro piuttosto che piegarmi a logiche che avrei fatto fatica ad accettare”. Questo è il passaggio più importante della scomposta e nervosa replica dell’assessore Cardamone alle mie osservazioni politiche, si è scoperto, forse inconsapevolmente, un “nervo sensibile” nell’Amministrazione Comunale. Cardamone dice di non essersi voluto piegare a determinate “logiche” e quindi ha pagato con la defenestrazione da vicesindaco prima e da delegato al patrimonio dopo. -così Antonio (Jonny) Corsi, Consigliere del Gruppo Misto al Comune di Catanzaro- 

All’assessore Cardamone vogliamo chiedere quali sono le “logiche” a cui non si è voluto piegare? Chi e in che modo ha fatto pressioni su di lui? Quali erano le pratiche oggetto di pressioni? Ma soprattutto se queste “pressioni”, da Cardamone definite “logiche” alle quali non piegarsi, erano possibili notizie di reato in qualità di pubblico amministratore ha denunciato i fatti all’Autorità Giudiziaria? Questo presunto tentativo di indirizzare determinate pratiche, forse subito da Cardamone è riferibile alle  stesse pratiche di cui si sta occupando la magistratura, vale a dire l’assegnazione dei pontili e la discutibile cessione delle aree di Corvo ad un’associazione riconducibile a Forza Italia? Lo dica chiaramente Cardamone senza pensare di essere a giorni alterni vittima o eroe.

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Sia coerente Cardamone e dica all’opinione pubblica se è questo il motivo della sua decapitazione o piuttosto un giudizio di slealtà nei suoi confronti da parte del sindaco Abramo. E’ a tutti noto che è stato proprio Cardamone a proporre la raccolta di firme per sfiduciare Abramo e mandarlo a casa, tentativo poi fallito. Fallito come il tentativo, sempre messo in atto da Cardamone, di sfiduciare e mandare a casa il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni. Francamente è ridicolo pensare che Marco Polimeni sia il problema rispetto ad una città ormai morente, sporca, abbandonata ed il cui grado di fiducia dei cittadini è scritto dai dati forniti del Sole 24Ore, che non toccano soltanto il sindaco Abramo, ma una gestione fallimentare, quel sistema Catanzaro dove proprio Forza Italia, quella catanzarese ha sempre avuto ed esercitato la maggioranza azionaria in termini  negativi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti". 

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"Sicuramente c’è un giudizio negativo di Abramo e di tutta la maggioranza sull’operato di Cardamone nella sua qualità di assessore al patrimonio. Non ne ha indovinata una. Se oggi il porto di Catanzaro Lido è chiuso e in piena estate le barche non possono attraccare, il merito è dell’assessorato al patrimonio. Se l’Italgas ha abbandonato la sede storica del Gazometro, una delle più antiche d’Italia, con grave pregiudizio per le casse comunali, il merito è dell’assessorato al patrimonio. Quel trasferimento in un “anonimo” capannone in zona Germaneto che nel suscitare qualche perplessità, dovrebbe forse interessare l’attenzione della Procura cittadina. -continua Corsi- 

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Voglio inoltre fare due considerazioni politiche suggeritemi sempre dalle dichiarazioni di Cardamone nella sua qualità di coordinatore cittadino di Forza Italia, senza scendere in caciara mettendo in mostra la merce sulla bancarella. Lui mi accusa di essermi candidato in uno schieramento innaturale alle ultime comunali. Vorrei sapere se chi parla è lo stesso Cardamone che, con Tallini candidato, ha sostenuto l’Udeur e il candidato alla Regione Agazio Loiero del centrosinistra?"

"Oggi il gruppo di Forza Italia, tanto decantato da Cardamone, si è ridotto ad un solo consigliere eletto con questa lista, la consigliera Giulia Procopi. Tutti gli altri membri del gruppo sono stati cooptati dalle liste del centrosinistra, in una campagna acquisti del presidentissimo che ha folgorato sulla via del ritorno i vari Renda, Ciciarello e Lostumbo che hanno sanato la loro innaturalità politica, ritornando alla casa madre per coerenza e lealtà! -scrive ancora Corsi- 

Mai dire mai. Se mai tornerò nel centrodestra, cosa oggi improbabile, lo farò solo quando questo centrodestra di Catanzaro sarà totalmente cambiato e non più succube di Tallini e Cardamone. Quando sarà definitivamente sganciato dal sistema Catanzaro così definito dalla magistratura cittadina, ma soprattutto quando la politica tornerà ad essere libertà di pensiero e di espressione e non già, come accade in Forza Italia a Catanzaro, una monarchia dittatoriale circondata da servi sciocchi politicamente che pensano di comprare la città, le persone e le intelligenze un tanto al chilo!".

"E’ questa forse la vera domanda che dovrebbero porsi Mangialavori ed il candidato presidente Occhiuto, capire perché tante espressioni genuine e credibili stanno andando via da Forza Italia a Catanzaro e nella provincia, se il loro sostegno di idee e di consenso che oggi non si compensa in saldo attivo rispolverando la regola della celebrazione migratoria ha una ragione da indagare. -conclude Corsi- Quella stessa ragione che va contro la regola asfittica del “capo ad ogni costo”, che si legittima  nella scelta di tanti come Merante, Trifiletti, Levato, Gallo, Celi, Sculco, Montuoro e Santacroce il cui ragionamento non si può svilire nell’accettare l’osso di una candidatura o di una nomina, che continua ad avere il sapore dell’imposizione servile ad ogni regola di libertà anche intellettuale. Rispondere a questa opzione magari restituirà le soddisfazioni ai tanti che oggi separano le loro strade da Forza Italia a Catanzaro, quelle soddisfazioni che mai nessuno ha regalato secondo un impronta regale, ma che sono il frutto di credere consapevolmente secondo capacità ed intelligenza, quella stessa motivazione per la quale dal 2013 ho separato il mio percorso politico dalla dittatura che governa Forza Italia a Catanzaro".

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