Catanzaro. Corruzione e peculato, operazione "Corvo": chiesto il processo per Parente, Gironda e Pisano

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Claudio Parente
  26 luglio 2021 09:28

di EDOARDO CORASANITI

La richiesta di rinvio a giudizio è la fissazione dell'udienza preliminare sono i nuovi capitolo dell'operazione "Corvo", il fascicolo aperto dalla Procura di Catanzaro e coordinato dalla Guardia di Finanza e che nei mesi scorsi ha acceso i riflettori su episodi di corruzione e atti contrari ai doveri d'ufficio con al centro tre politici, un ex consigliere regionale  e due consiglieri comunale. Ora il sostituto procuratore Graziella Viscomi, con il coordinamento del procuratore aggiunto  Giancarlo Novelli e del procuratore della Repubblica  Nicola Gratteri, ha chiesto il processo per Francesco Gironda (classe ’68) e Giuseppe Pisano (classe ’77), difesi rispettivamente dagli avvocati Valerio Murgano e Saverio Loiero iscritti nel registro degli indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e scaturisce da due avvenimenti solo apparentemente non collegati fra loro, Claudio Parente (classe ’56), difeso dall'avvocato Francesco Gambardella, risulta indagato anche per peculato. Il gup Alfredo Ferraro ha fissato l'udienza per il 18 novembre. 

Due episodi contestati: il primo è l’approvazione di una delibera del consiglio comunale di Catanzaro (la n. 95/2018), con la quale il 13 settembre 2018 l’assise municipale deliberava favorevolmente (con il voto conforme anche di Gironda e Pisano) in ordine alla possibilità di cedere un terreno di proprietà comunale all’associazione interregionale “Vivere insieme”, operante principalmente nel settore dei servizi sanitari in convenzione.

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L’altro è l’assunzione, a opera di Parente, del fratello del consigliere Gironda e della convivente del consigliere Pisano quali suoi collaboratori a tempo determinato nell’ambito della struttura speciale a sua disposizione presso il consiglio regionale.

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