
E' una testimonianza cruda, quella che riceviamo e pubblichiamo in merito ai fatti accaduti in un palazzo del centro storico dove si stava festeggiando un Capodanno organizzato privatamente. Una testimonianza dettagliata, che tuttavia non vuole "alimentare polemiche sterili, ma denunciare un modo facile e irresponsabile di fare eventi, che mette a rischio la sicurezza delle persone, sfrutta i lavoratori e danneggia l’immagine del centro storico e della città stessa".
Scrivo per portare alla vostra attenzione quanto accaduto durante la festa di Capodanno organizzata presso un palazzo storico nel centro di Catanzaro, evento che avrebbe dovuto rappresentare un’alternativa esclusiva e di qualità per celebrare l’inizio del nuovo anno nel centro storico della città.
Ciò che si è verificato, invece, è stato l’esatto opposto di quanto promesso e pubblicizzato, configurandosi agli occhi di molti partecipanti come una vera e propria truffa organizzativa.
In primo luogo, è doveroso sottolineare la responsabilità degli organizzatori rispetto al soprannumero evidente di persone presenti, totalmente incompatibile con la capienza degli spazi e con la natura storica dell’edificio. La gestione delle sale è risultata caotica e priva di qualsiasi controllo.
A ciò si aggiunge una grave carenza di sicurezza: durante la serata è stata più volte fatta presente la possibilità che il solaio del palazzo, edificio storico, potesse non reggere il peso e le vibrazioni causate dall’eccessivo affollamento. Un’ipotesi che, anche solo ventilata, avrebbe dovuto portare a un immediato intervento o alla sospensione dell’evento.
Nonostante l’intervento dei Carabinieri nel corso della serata, la situazione non ha subito alcun miglioramento sostanziale: il caos, l’affollamento e la disorganizzazione sono rimasti invariati, a dimostrazione della totale mancanza di prevenzione e gestione da parte degli organizzatori.
Totalmente disorganizzata anche la gestione del guardaroba, che avrebbe dovuto rispettare una capienza limitata e controllata. Al contrario, si sono create file interminabili, tensioni e nervosismo, aggravati dall’atteggiamento poco professionale dei responsabili. Numerose persone hanno perso giacche, cappotti ed effetti personali, proprio a causa dell’assenza di controlli adeguati.
Emblematico, inoltre, lo sfruttamento della forza lavoro: a fronte di circa 600 persone presenti, erano disponibili soltanto quattro baristi, rendendo inevitabili attese lunghissime per un semplice cocktail e contribuendo a un clima generale di esasperazione.
È doveroso sottolineare anche l’aspetto economico: dopo aver pagato 55 euro per l’ingresso, come minimo ci si aspettava una serata decorosa, sicura e coerente con quanto promesso. Considerato il servizio effettivamente ricevuto, del tutto inadeguato, un rimborso di almeno il 50% del costo del biglietto apparirebbe il minimo gesto di correttezza nei confronti dei partecipanti.
Era stata garantita un’esperienza esclusiva, con poche persone, un’organizzazione curata e servizi adeguati. Nulla di tutto questo è stato rispettato. Chi ha scelto questo evento lo ha fatto fidandosi di promesse precise, anche come alternativa a manifestazioni più caotiche come il Capodanno Rai a Catanzaro Lido, ritrovandosi invece immerso in una situazione imbarazzante, pericolosa e mal gestita.
E poi, l’inefficienza dei buttafuori che non hanno fatto un granché e hanno contribuito a sostenere il caos generale presente ieri sera, la presenza di un solo bagno, uno, per entrambi i sessi che ha causato ancora più disagi e file interminabili. Le altre porte non erano state chiuse a chiave dunque erano incustodite, nell’ esasperazione del momento diverse persone hanno aperto queste porte pensando bene di urinarvi all’interno, anche qui.. dov’erano i controlli?
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