Catanzaro, dal 29 gennaio il museo MARCA ospita la mostra “Minima Fragmenta” di Antonio Tropiano

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La mostra, a cura di Alessandro Romanini, verrà inaugurata Sabato 29 gennaio alle ore 18.30 con una conferenza stampa di presentazione che si terrà presso la Sala Panoramica del Museo

  19 gennaio 2022 11:32

Dal 29 gennaio e fino al 17 aprile 2022, gli spazi espositivi del museo MARCA di Catanzaro ospiteranno la mostra “Minima Fragmenta” dello scultore Antonio Tropiano. Promossa dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, l’esposizione curata da Alessandro Romanini propone venti opere in legno, alcune di grande formato, selezionate tra le più significative della sua produzione. Le opere di Antonio Tropiano sono frutto di un personale processo creativo, alimentato equamente da una profonda cultura e da un’eccelsa perizia tecnica. L’artista rifugge le facili formule preconfezionate e le categorie precostituite per creare dinamiche espressive improntate alla metafora, che valorizzano ogni singola opera e stabilisce con il fruitore un patto vocato alla riflessione, al pensiero. Opere come isole sature di senso, riunite in un arcipelago-mostra, in cui si incrociano e moltiplicano pensieri e visioni che arricchiscono lo sguardo e lo spirito.

“Minima Fragmenta” rientra nel più ampio progetto della Fondazione denominato GLOCAL IV – Sezione “Attraversare il Territorio”, progetto che nasce per promuovere gli artisti di origini calabresi che hanno mantenuto un legame con il Territorio. Per l’occasione è stato realizzato un catalogo bilingue (italiano /inglese), edito da Silvana Editoriale per la collana “Quaderni del Marca”, contenente i testi critici di Alessandro Romanini, Giorgio de Finis, Rocco Guglielmo e Alberto Dambruoso.

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Antonio Tropiano nasce in Calabria nel 1976, vive e lavora tra Roma e Santa Caterina dello Ionio (CZ). Compie i suoi studi tra Bologna e Firenze, dove prosegue le sue ricerche nel campo della filologia medievale e rinascimentale. Collabora con una nota casa editrice, l'ERMA di Bretchneider, come saggista nel campo della storia dell’arte e della letteratura umanistica. Fin da ragazzo mostra una certa predilezione per la creazione plastica e per la naturale versatilità del legno, che proprio nella scultura sembrano trovare il giusto grado di conciliazione. Sotto l’impulso di un’assidua ricerca linguistica, mette a punto una cifra stilistica personale, capace di operare una sintesi tra l’ispirazione metaforica di matrice letteraria e la resa figurativa di una fenomenologia dell’agire umano.

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