
di GAETANO MARCO GIAIMO
Un appuntamento dedicato alla cultura visiva contemporanea è stato vissuto questo pomeriggio al MARCA-Museo delle Arti di Catanzaro: in concomitanza con la mostra "Luci Residue: Tracce d’Eternità" - che animerà le sale della galleria fino al prossimo 28 marzo - la curatrice della stessa, Tea Mancuso, ha voluto organizzare un incontro per approfondire contenuti, artisti e prospettive della nuova edizione del Catalogo dell'Arte Moderna, il Cam n.61. La raccolta, pubblicata da Cairo Editore, contiene al suo interno una vera e propria enciclopedia degli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi e presenta oltre 1100 volti dell'arte moderna italiana. Contestualmente, è stato anche presentato il primo volume del Catalogo Generale di Rosa Spina, pioniera della Fiber Art e calabrese d'adozione.

L'iniziativa ha raccolto una notevole cornice di pubblico, a testimonianza di un fermento artistico che scuote la città. E proprio in risposta a questo si è espresso, nel portare i propri saluti, il Presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile: "Questo territorio dimostra la sua capacità di saper veicolare linguaggi e sensibilità artistiche. Dobbiamo continuare, uniti, a richiedere politiche che accompagnino i percorsi che tendono al bello e al mondo dell'arte perché non si può lasciare che tutto questo sia una nicchia. Gli artisti calabresi sono di altissimo valore e dobbiamo metterli in mostra". L'Assessore comunale alla Cultura, Donatella Monteverdi, ha accolto l'appello del Presidente Mormile: "La Calabria ha sempre avuto difficoltà ad entrare nel panorama nazionale. Se riuscissimo, come si fa al nord, ad attrarre maggiormente fondi privati per organizzare eventi culturali, riusciremmo anche a costruire azioni di medio-lungo periodo per dar vita a progetti continuativi e duraturi. Non è vero che con la cultura non si mangia: l'impresa culturale può essere una strada da percorrere anche per dare un futuro ai nostri giovani".
La discussione, mediata da Tea Mancuso, è entrata poi nel vivo con l'intervento del Responsabile editoriale del Catalogo dell'Arte Moderna, Carlo Motta. Motta ha spiegato la storia del Cam: nato nel 1962, esso è prevalentemente uno strumento di mercato perché "mancava un volume che parlasse del mercato, che dicesse al collezionista il valore delle opere". Il Cam è anche considerato uno strumento di promozione e auto-promozione: "Per un artista, trovarsi all'interno del Catalogo significa essere storicizzato. Abbiamo una Commissione critica di altissimo livello, composta da oltre trenta segnalatori: essere tra queste pagine significa avere una rilevanza tale da meritarlo".

La stessa Rosa Spina appare nel Cam da 20 anni e, adesso, ha visto pubblicato il primo volume del suo Catalogo Generale, oggi introdotto da Antonio Falbo, Storico dell'arte e critico. "Quando si racchiude il lavoro di un artista in un catalogo, vi si narra un percorso che parte dai primi bozzetti e dalle prime esposizioni. Rosa Spina lavora parallelamente tra tessuto pittorico e filato: le sue opere sono testimonianze vive. Sono stato io stesso a chiederle di poter realizzare quest'opera dopo aver raccolto prima tutto in un archivio indicizzato con titoli alfanumerici". Passaggio fondamentale della carriera dell'artista è stato l'incontro col maestro Mimmo Rotella: "Dopo questo confronto lei comincia a dilaniare i suoi tessuti, sfilacciandoli, con accostamenti cromatici violenti. Si tratta di un'artista a 360 gradi e nel Catalogo sono raccolti anche alcuni pezzi unici, come 300 francobolli realizzati per una raccolta fondi per la lotta al tumore al seno".
Un'altra testimonianza importante è arrivata dallo scrittore Gabriele Ruggiu, che ha svelato in anteprima il suo nuovo libro "Strappi filati", basato sulla storia dell'amicizia tra Rosa Spina e Rotella. "Non conoscevo il loro rapporto e ho scoperto un legame davvero profondo. Ho deciso di non raccontare le icone artistiche che sono diventati ma proprio l'affetto che trascende il tempo e l'arte. Spesso ci limitiamo a vedere l'artista fatto e finito dimenticando il suo percorso di vita: io ho voluto mettere in luce la parte più umana e più piccola delle persone nella loro quotidianità". Le conclusioni sono state affidate a Massimo Brescia, nota personalità di Radio Ciak che, dopo aver citato Baudelaire, ha ricordato come "in un momento storico come questo, gli artisti favoriscono la comunicazione per far sì che si possano ristabilire i valori che tutti gli uomini dovrebbero seguire".

L'iniziativa ha visto il coinvolgimento dell'uditorio anche tramite la possibilità di porre alcune domande da consegnare all'interno di bigliettini anonimi, con i presenti che hanno deciso di utilizzare questo strumento per consegnare citazioni e riflessioni sull'importanza dell'arte nel mondo. La mostra "Luci Residue: Tracce d’Eternità" vede esposizioni di otto maestri contemporanei: Rosa Spina, Gino Mazzoleni, Luigi Verrino, Maria Mancuso, Giovanni Duro, Maria Teresa Sorbara, Anna Rita Aprile e Arcangelo Pugliese. Le iniziative collaterali però non si fermano qui: domani, domenica 15 marzo, Davide Costa presenterà il suo saggio "Beyond the binary"; sabato 21 marzo, invece, il contrabbassista Andrea Brissa dialogherà con Tea Mancuso sul rapporto tra arte e musica.
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