
di DON ANDREA PERRELLI
Ai miei amati e cari concittadini: secoli di storia e cultura del Giardino degli Angeli, le vite dei Catanzaresi, in un giardino di ricordi dall'anima profonda, con la città dei "tre colli" e con la memoria collettiva dei suoi abitanti: "... dentro la nostra città, c'è un'altra piccola città dei ricordi, delle grandi e piccole storie...". Ma soprattutto "u cora da ruga", vive nelle parole che, attraverso il dialetto Catanzarese, hanno reso indelebili il carattere unico e l'anima della città.
Sono i ricordi di ogni Catanzarese e di una Catanzaro, in continuo cambiamento, eppure immutabile nella memoria collettiva, in un grande libro di ricordi, dove attraverso questi ricordi, è possibile tessere una rete di storie, in cui ogni nodo della trama, rappresenta lo svincolo di un percorso e di un racconto.
È un giorno speciale l'1 e il 2 novembre. Lo è per ciascuno. Per la memoria personale di chi, non c'è più. Penso che, tornare nei cimiteri, con le voci e le parole dei ricordi, sia un modo per cercare, una condivisione e un sentimento comune, laico o religioso che sia, per ciascuno: ricordare con serenità e profondità, "il giardino della memoria". I nostri Cari, ci aspettano, in una passeggiata tra i ricordi, e accompagneranno tutti noi Catanzaresi: volti impressi nei chiaroscuri del cuore!.
La terra dei morti è la terra della colonna sonora della nostra vita, i cui ricordi stanno per guardia, e il cielo per volta! Con "sorella morte", virgolettando il "piccolino di Assisi": "...voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta, con Cristo in Dio" (Paolo ai Colossesi). "...da noi il giorno dei morti è festa" (giudice Falcone). Un inno alla "vita", celebrato in una gioia non artificiale, sempre inesauribile.
La visita al Campo Santo, i lumi accesi e i fiori deposti sulle tombe dei defunti, rischiarano la notte, nella vita, oltre la morte. Ci aiuti San Vitaliano a comprendere sempre più il valore della preghiera di suffragio per i nostri amati morti. E dal Paradiso per noi costantemente interceda.
"...nel giorno della morte essi ci hanno lasciato. Spesso c'è qualcosa che ci rimanda a loro, immagini che ci riportano a quanto abbiamo vissuto con loro e tengono acceso il loro ricordo. Il Risorto garantisce l'approdo, ci conduce a casa, dove siamo attesi, amati, salvati. Questa promessa ci sostenga, asciughi le nostre lacrime, volga il nostro sguardo in avanti, verso quella speranza futura che non viene meno...". (Papa Leone XIV, Cimitero del Verano, 2 novembre 2025).
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