Catanzaro, don Andrea Perrelli: "La Chiesa del S. Rosario un fragile macigno granitico"

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  01 aprile 2026 18:34

di don ANDREA PERRELLI

Ogni città ha un luogo che la caratterizza ed ogni luogo segna il percorso di una vita. Chi è nato in questa città dí Catanzaro ha la percezione palpabile di questa chiesa, per tutte le volte che l’ha vista, l’ha visitata, l’ha citata in qualche ricerca di scuola.  Pur senza conoscerne i segreti e i misteri, la chiesa del Rosario di Catanzaro incanta non soltanto i turisti ma chiunque la accarezzi con lo sguardo; e’ un luogo rimasto sospeso tra la sue possente figura e la fragilità della sua pietra intrisa di tempo e di tufo. Chi scrive, conserva negli occhi e nella mente, le passeggiate pomeridiane sulla piazza che accarezzavano con la fantasia di bambino le giocate a pallone, e da ragazzo la messa domenicale, guardando nei tramonti fascinosi e incantevoli la città dei tre colli; mentre oggi ha la responsabilità di custodire con premura e rispetto questo edificio sacro che vigila sulle sorti della città come sentinella arroccata su uno dei tre colli.

Da questo luogo sacro e simbolico, Giovedì Santo 2 aprile alle ore 17 sarà celebrata la Santa Messa in “Coena Domini”, con la lavanda dei piedi a 12 apostoli, rappresentanti della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, di un confratello dell’ Arciconfraternita del SS. Rosario,presieduta dal parroco di San Biagio, vulgo Maddalena al Rosario, don Maurizio Franconiere al termine dell’Eucarestia, Gesù Sacramentato sarà scortato all’Altare della Reposizione, Vulgo Sepolcro, in via eccezionale allestito nella Cappella di Santa Liberata, in ricordo dell’Apostolo del Rosario, elevato agli onori degli altari San Bartolo Longo, devoto della Santina Iberica. L’altare della Reposizione, fu definito dall’abate Benedettino catanzarese, Monsignor De Riso, poi Vescovo dí Catanzaro: “il più bello, il più Sacro, il più carezzevole altare, fra gli altari delle Chiese, di questa amatissima e cara Catanzaro”. Chi entra in questa Chiesa, è rapito dalla sua bellezza e dalla sua armonica quanto complessa semplicità".


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