
di STEFANIA PAPALEO
Saranno due i Ctu che eseguiranno l'autopsia sul corpo di Stefania Macrillò, morta a soli 53 anni all'interno di una palestra di Catanzaro Lido lo scorso 2 marzo. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi, sulla cui scrivania ha preso corpo un fascicolo per omicidio colposo che vede già iscritta nel registro degli indagati la presidente dell'Associazione sportiva addetta alla sicurezza, si è affidata ai medici legali Isabella Aquilla e Maria Cristina Verrina, chiamate a rispondere a diversi quesiti posti dal maistato per individuare le cause della morte della donna.
Ad affiacarle ci sarà il perito di parte Raffaele Gangale, nominato nell'interesse dell'indagata dall'avvocato difensore Peppe Fonte, e la dottoressa Angela Crisafi come Cpt della parte offesa. Al termine dell'autopsia appena iniziata, la salma sarà restituita al marito e ai due figli per celebrare i funerali, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.
Intanto, per mano dell'avvocato Giampiero Mellea che segue gli aspetti legali della vicenda per conto dei familiari di Stefania Macrillò, al vaglio del magistrato è approdata anche la documentazione medica relativa a una visita sostenuta il giorno prima della tragedia dalla donna, alla quale erano stati presritti dei farmaci a causa di un enorme gonfiore del ginocchio, al fine di verificare se la cura possa aver contribuito alla morte improvvisa, con richiesta di sequestro della documentazione medica attinente alle visite specialistiche alle quali si era sottoposta negli ultimi giorni.
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