Catanzaro, due milioni per riaccendere le vetrine: presentata la Strategia Urbana Integrata (VIDEO)

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Presentati a Palazzo Fazzari i due avvisi della Strategia Urbana Integrata: incentivi fino all'80% per nuove attività e riqualificazioni a Lido, Santa Maria, Gagliano e nel centro storico.

  29 settembre 2026 12:36

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Guardare le saracinesche abbassate lungo Corso Mazzini o nei vicoli di Santa Maria e Gagliano chiarisce subito che il declino commerciale non si combatte con gli interventi a pioggia. Nella Sala del camino di Spazio 2, a Palazzo Fazzari, la folla di commercianti, artigiani e rappresentanti di categoria arrivata per la presentazione dei nuovi avvisi comunali segnala un’attesa concreta: capire dove l’amministrazione intenda concentrare le risorse e con quale idea di città. A introdurre i lavori e portare i saluti del sindaco Nicola Fiorita, impossibilitato a essere presente, è stato il giornalista Bruno Mirante, che ha evidenziato l'attenzione riaccesa su tutto il territorio comunale e la partecipazione straordinaria alla mattinata.

 

 

Il Comune mette sul piatto due milioni di euro complessivi, attinti dalle risorse del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, garantendo un contributo a fondo perduto che copre fino all’80% delle spese ammissibili. L’obiettivo dichiarato non è finanziare acquisti isolati, ma stimolare chi fa impresa a superare l’isolamento e progettare in rete.

La mappa tracciata dalla Strategia Urbana Integrata individua quattro poli d’intervento: il centro storico, Catanzaro Lido, Santa Maria e Gagliano. Un perimetro definito entro cui si muovono le due misure presentate.

Il primo strumento, l’Avviso 8.1 “Progetti imprenditoriali integrati per lo sviluppo del centro storico”, dispone di una dotazione di 600 mila euro e prevede un contributo massimo di 300 mila euro per proposta. La misura richiede un’impostazione unitaria: l’avvio coordinato di almeno tre nuove attività commerciali, artigianali o di servizio, oppure la realizzazione di un hub polifunzionale con spazi dedicati a cultura, formazione e coworking. La griglia di valutazione assegnerà un peso specifico ai progetti capaci di riqualificare Corso Mazzini nel tratto pedonale compreso tra Piazza Grimaldi e Piazza Santa Caterina.

Il secondo canale è l’Avviso 8.2 “Imprese di Quartiere”, che stanzia 1,4 milioni di euro redistribuiti su tutte e quattro le aree bersaglio attraverso tre linee d’azione. La prima assegna 840 mila euro alle nuove imprese e alle iniziative in sintonia con le vocazioni territoriali; la seconda riserva 280 mila euro a microimprese e startup per investimenti a partire da 20 mila euro; la terza destina 280 mila euro alle attività già esistenti per interventi di restyling, abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico e digitalizzazione.

“Destinare due milioni di euro al tessuto economico è stata una scelta politica precisa: sappiamo che il commercio sta vivendo un momento complesso ovunque, ma rigenerare una città passa proprio dal sostegno a chi fa fatica e garantisce vitalità urbana”, chiarisce l’assessora alle Attività economiche Giuliana Furrer. “Due milioni sono una risorsa importante, ma non possono coprire indistintamente ogni bisogno della città. Concentrarli su poli definiti serve a dare forza agli interventi e a generare processi virtuosi”.

 

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Per l’assessore, la vera scommessa sta nel cambio di mentalità: “Ciò che mi sta più a cuore è spingere gli operatori a fare rete. Alle nostre latitudini è sempre difficile cooperare, eppure modelli come i distretti o le esperienze di cooperazione dimostrano che è l’unica strada per abbattere i costi e superare la crisi. Vogliamo incentivare i contratti di strada, le iniziative comuni di marketing e l’idea del centro commerciale naturale, perché il commercio di prossimità non è solo economia: è presidio sociale, identità e punto di ritrovo per i cittadini”.

Sostenere chi decide di aprire una nuova serranda e chi ha resistito negli anni significa anche connettere luoghi diversi. La logica della misura si rispecchia nell’esempio della filiera: artigiani che condividono un unico laboratorio di produzione in un quartiere per ridurre i costi e mostrare i propri mestieri, legandosi poi a una bottega del centro storico per la vendita al dettaglio. Un modello pensato per unire territori e far vivere simultaneamente quartieri e centro.

Sul versante strettamente burocratico e operativo, la dirigente del settore Benedetta De Vita ha illustrato la struttura dei bandi evidenziando una scelta precisa: ridurre al minimo gli ostacoli documentali per chi intende partecipare. La regola d’ingaggio punta su un’autocertificazione iniziale con controlli successivi. In fase di domanda non servirà allegare subito visure o DURC, né servirà presentare garanzie fideiussorie (previste solo prima della firma della convenzione) o contratti di locazione già registrati, per i quali basterà un accordo preliminare.

 

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Nel dettaglio tecnico espresso dalla dirigente emergono anche i criteri di ammissibilità: sono stati eliminati i vincoli sui codici Ateco per concedere massima flessibilità alle idee d’impresa, mentre sono state escluse con chiarezza le attività che non generano lavoro diretto (come i distributori automatici privi di personale) o i meri trasferimenti di sede che comporterebbero la chiusura di unità locali esistenti. Assenti dall’avviso anche le strutture ricettive, per le quali il Comune ha annunciato l’arrivo di una misura dedicata. Per agevolare la compilazione dei quadri economici, il settore ha infine messo a disposizione sul sito istituzionale un foglio di calcolo guidato in Excel.

Dopo i cinque giorni di preinformazione, le domande potranno essere trasmesse esclusivamente via PEC a partire dal 1° ottobre fino alla scadenza del 2 novembre, prorogata per evitare il giorno prefestivo. Il percorso di accompagnamento proseguirà ora con gli info day sul territorio organizzati con le associazioni di categoria: mercoledì a Lido presso la Perla del Porto, giovedì a Santa Maria nelle sale parrocchiali e lunedì 5 ottobre a Gagliano.

Se questi due milioni riusciranno davvero a riaccendere le vetrine e a far nascere nuove filiere non lo diranno i bandi, ma i progetti che da ottobre verranno depositati e la reale capacità del tessuto economico di fare squadra.