Catanzaro, ecco la verità dei familiari dell’uomo denunciati dalla badante “persecutrice”

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L’avvocato Vittorio Coscarella

  17 agosto 2026 17:33

Riceviamo e pubblichiamo 

Spett.le Redazione,
con riferimento all'articolo apparso in data odierna sulla vostra testata online dal titolo "Catanzaro, credeva fosse amore e invece.. badante denuncia i familiari dell’uomo per minacce", i familiari in questione, nell’apprendere di essere stati querelati per il reato di minacce, contestano formalmente, per il tramite del loro difensore, avvocato Vittorio Coscarella del Foro di Catanzaro, quanto ivi riportato, risultando la notizia, così come rappresentata, incompleta e fuorviante, in quanto omette un elemento di particolare rilevanza ai fini della corretta ricostruzione dei fatti.

La persona indicata nell’articolo quale querelante, infatti, risulta, come da dispositivo reso dal Tribunale Penale di Catanzaro in data 09.07.2026, essere stata condannata in primo grado alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione, con sospensione condizionale subordinata alla partecipazione ad un programma di recupero, per il reato di atti persecutori (stalking) commesso ai danni dei miei assistiti, circostanza evidentemente rilevante per consentire al lettore di comprendere il contesto nel quale si inserisce la vicenda e cogliere la pretestuosità di quanto riportato.

In tale processo, gli odierni denunciati si sono costituiti parte civile e in pendenza della sua definizione hanno dovuto sporgere una  querela integrativa visto il protrarsi delle attività illecite da parte dell'imputata.

Giova precisare, inoltre, che la denunciante, prima del processo, già ammonita dal Questore di Catanzaro, non ottemperava all'ammonimento e, a seguito della querela per cui si è incardinato il predetto processo, alla stessa è stata applicata la misura cautelare del braccialetto elettronico.

Si invita pertanto la Redazione, prima di dare ulteriore diffusione alla notizia e comunque nell’esercizio dei doveri di verifica e accuratezza propri dell’attività giornalistica, a verificare la concreta fondatezza dei fatti riportati, l’effettiva esistenza della querela, oltre che il suo contenuto e, soprattutto, la tempistica che la pone quale maldestro tentativo di contrastare la condanna già inflitta.

Così evitando di presentare, come dato di fatto, una ricostruzione che, allo stato, risulta priva del necessario contesto, oltre che fondata esclusivamente su una denuncia querela, come tale di parte.

Si chiede, conseguentemente, di procedere ad una tempestiva rettifica o precisazione, dando adeguato spazio alla circostanza sopra precisata che vede la presunta querelante già condannata in primo grado per atti persecutori ai danni dei miei assistiti, nonché di adottare ogni opportuna cautela rispetto alla diffusione di ulteriori informazioni sulla vicenda.

Si invita altresì la Redazione, anche in occasione di eventuali successivi aggiornamenti o approfondimenti sulla vicenda, a mantenere l’assoluto anonimato delle parti, evitando la pubblicazione di nomi, iniziali o ulteriori elementi identificativi che, anche indirettamente, possano consentirne l’individuazione, non risultando tale identificazione necessaria ai fini dell’interesse pubblico alla notizia.

Resta sin d’ora inteso che, qualora dovesse essere confermata l’effettiva presentazione della querela, all’esito degli opportuni accertamenti, nell’affermare con certezza l'estraneità dei fatti contestati, gli interessati tuteleranno i propri diritti in ogni competente sede, anche mediante presentazione di querela per calunnia, oltre ad assumere senza indugio ogni ulteriore iniziativa ritenuta necessaria, attesa l’evidenza di elementi da cui emerge la consapevole falsità delle accuse rivolte.

In attesa di un cortese e sollecito riscontro,

Distinti saluti.

Avv. Vittorio Coscarella