
di GAETANO MARCO GIAIMO
Costruire insieme un futuro a misura d'uomo, mettendo al centro la cultura e le relazioni: è questo lo scopo di "Etica, rigenerazione e sviluppo del territorio", il convegno organizzato dalla Sezione di Catanzaro-Squillace del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale che questo pomeriggio ha riempito l'Aula Magna del Pontificio Seminario Teologico Regionale a Catanzaro di personalità eminenti dal mondo istituzionale, ecclesiastico, professionale, accademico e del Terzo Settore. La volontà principale è quella di fare rete verso il bene comune, avviando un confronto aperto finalizzato a dar vita a iniziative concrete che vadano a migliorare il contesto sociale e creare le basi per un futuro migliore.

L'incontro ha visto la partecipazione di relatori esperti e qualificati, articolandosi in due fasi. La prima sessione è stata preceduta dai saluti istituzionali: il primo a prendere la parola è stato il presidente della sezione Meic, Luigi Bulotta, che ha voluto mettere in evidenza come "noi cittadini abbiamo una grande responsabilità perché non possiamo lasciare ai nostri figli una brutta eredità; ci serve uno scatto d'orgoglio per invertire il trend negativo della nostra terra". A fargli seguito è stato l'Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro-Squillace, Mons. Claudio Maniago, che ha ribadito l'importanza di momenti come questo perché portano a fermarsi e riflettere su tematiche importanti. Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha portato un punto di vista interessante: "Sento che la politica come promozione del bene comune sia scomparsa. dentro la cerchia ristretta di chi si dedica alla politica esiste solo una lotta per la supremazia e al di fuori dei palazzi il dibattito pubblico si articola sui social, portando a confronti solamente su ciò che si basa sul proprio interesse. Sembra tramontata la visione della comunità come luogo dove si contribuisce prima di pretendere". L'intervento del sindaco si è concluso con l'annuncio della volontà di intitolare la prossima scuola che verrà completata a Don Dino Piraino. L'ultimo saluto istituzionale è arrivato dal Prefetto del capoluogo, Castrese De Rosa, che ha ricordato l'importanza dell'impegno di tutti nella lotta alla criminalità, auspicandosi la creazione dell'Alleanza per il bene comune.

Ha avuto poi avvio la prima parte di giornata, moderata da Antonio De Marco, consigliere del Meic. In collegamento video, il professore Stefano Zamagni, docente di Economia Civile all'Università di Bologna, ha tenuto una relazione sul tema di Etica, rigenerazione e sviluppo dell'economia: il suo discorso è partito dall'analisi dell'evoluzione economica del Mezzogiorno dalla creazione della Zes Unica, fattore che non ha però portato a un appiattimento delle disparità. "I nodi più importanti di separazione sono tre: i data center sono completamente centralizzati al nord, i flussi migratori intraregionali persistono e i tassi d'interesse sui prestiti per le imprese presentano un forte spread territoriale. In Italia, come altrove, si è separato lo sviluppo economico da quello socio-relazionale e spirituale: bisogna tornare a un modello che racchiuda tutte e tre le dimensioni. La sentenza della Corte Costituzionale del 26 giugno 2020 è bellissima perché sancisce che l'ente pubblico deve decidere assieme ad imprese e corpi intermedi: quando ciò si applicherà davvero, i cittadini avranno di nuovo voglia di portare al tavolo le proprie proposte".
Ledo Prato, Segretario generale dell’Associazione Mecenate 90, si è soffermato su “Costruire un futuro sostenibile: rigenerazione urbana, ambiente e comunità”. Partendo dagli insegnamenti del Vangelo, il suo intervento ha messo in risalto la necessità di ripartire dalle persone: "La rigenerazione urbana dev'essere un complesso che integra politiche, azioni e cooperazioni finalizzate a promuovere lo sviluppo delle relazioni sociali e del senso di comunità. Fare spazio al bene comune nel nostro Paese significa tutelare la democrazia. Non bastano tavoli e dichiarazioni, servono scelte e alleanze reali". Luana Parisi, Prof.ssa Associata di Architettura all’University of East London, ha analizzato il tema “Rigenerazione sociale, umana e urbana: una sostenibilità integrale”: portando alcuni esempi concreti di buone pratiche in giro per il mondo e in Calabria, la docente ha sostenuto un approccio "bottom-up" (dal basso) alla progettazione urbana, affermando che la cultura deve servire a creare comunità e non mercati, puntando su una sostenibilità integrale che non consumi ulteriore suolo. "In un territorio come il nostro, forse, la vera rivoluzione sarebbe la normalità: poter usufruire facilmente di servizi pubblici come i trasporti e non dover fare i salti mortali per ricevere assistenza sanitaria".
Dopo la conclusione della prima sessione, spazio alla tavola rotonda con le associazioni e gli ordini professionali: hanno partecipato al dibattito Federico Bonacci, presidente regionale Associazione Medici Cattolici; Eros Corapi, presidente Ordine Architetti di Catanzaro; Gerlando Cuffaro, presidente del Raggruppamento degli Ordini tecnici Catanzaro e Antonino Sgro, presidente Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali. La coordinazione è stata affidata ad Alberto Scerbo, Ordinario di Filosofia del diritto Università Magna Graecia, che ha ribadito la necessità che "l'essere umano torni al centro dello sviluppo, superando la preminenza del dato economico. L'uomo non è individualista ma opera all'interno della comunità, è questa la sua dimensione naturale". Il convegno di oggi si inserisce in un'ottica più ampia del Meic, attivo nella formazione alla politica ed alla responsabilità civile e intenzionato a organizzare diversi incontri che vadano a dare risposte alle grandi sfide globali, come i cambiamenti climatici, le disuguaglianze sociali, le crisi etiche e il rapporto con le nuove tecnologie.
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