"C'è una forma di sciacallaggio che non ha bisogno di armi, ma di un blocchetto delle multe e di una direttiva aziendale. Succede ogni mattina al “Ciaccio” di Catanzaro, dove la lotta per la vita viene ostacolata da un verbale sul parabrezza.
Non è sfortuna. È strategia. Mandare personale a fare cassa nel vialone di un polo oncologico significa aver scelto, a tavolino, di banchettare sulla disperazione.
È colpire chi è troppo stanco per difendersi, troppo malato per fare ricorso, troppo solo per gridare.
Dura lex sed lex? No, nella stessa città ci sono due pesi e due misure.
Il trionfo dell’ipocrisia appare evidente: avete mai visto questo accanimento davanti le cliniche private?
Lì, dove la salute è un business d'élite, il parcheggio è un tappeto rosso, protetto e garantito.
Al Ciaccio - l'ospedale dei fragili - il malato invece non è un utente da tutelare, ma un bersaglio da colpire.
È il paradosso della crudeltà.
Il paziente oncologico che esce dalla chemio con le vene in fiamme e le gambe che tremano non trova un posto riservato, né un briciolo di umanità. Trova una sanzione. Ma per l’azienda che gestisce i parcheggi, il suo calvario è solo una riga in più nel bilancio. Ed allora non raccontateci che la legge è uguale per tutti. É solo un'arma usata contro chi non ha più scudi.
Fare cassa sulla chemioterapia è l’ultimo stadio della vigliaccheria istituzionale.
Non si tratta di "ripristinare l'ordine", ma di estorcere denaro a chi sta già pagando il prezzo più alto. Trasformare l’ospedale dei poveri e dei fragili in un bancomat rappresenta la prova che abbiamo perso ogni briciolo di umanità. Ai “mandanti” vorrei dire: “se volete fare cassa, andate a colpire l’arroganza dei potenti, non la carne stanca di chi cerca solo di arrivare alla propria auto senza crollare a terra”.
Non è questione di Codice della Strada, è questione di Codice Umano. Finché la burocrazia non saprà distinguere tra un’infrazione e un bisogno vitale, la nostra civiltà resterà ferma in quel vialone, sconfitta da un verbale.
Sul dolore non si dovrebbe lucrare ed il rispetto non dovrebbe essere una gentile concessione. Chi usa la sofferenza per rimpinguare i bilanci azienda dovrebbe provare un briciolo di vergogna".
Lo si legge in una nota di Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons.
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