
di FILIPPO COPPOLETTA
"Sono molto orgoglioso di allenare questi ragazzi". È da queste parole che Giorgio Gorgone prova a ripartire dopo il 2-2 del Catanzaro sul campo del Verona. Una frase che racconta il peso di una settimana complicata, arrivata dopo la pesante sconfitta contro il Mantova e le riflessioni della società sul futuro dell’allenatore. Quella di ieri sera era una partita che, inevitabilmente, assumeva un significato ulteriore rispetto ai punti in palio.
Il diesse Polito aveva chiesto uno segnale. Non un'impresa. Fare peggio della scorsa settimana, quello si che poteva rappresentare un'impresa. Oggi quel segnale fose c'è stato e Gorgone non nasconde la soddisfazione per la risposta caratteriale dei suoi, pur senza confondere il pareggio con una prestazione priva di difetti.
"La prima cosa che porto a casa positivamente è l’atteggiamento. Ho visto una squadra con un grandissimo spirito battagliero contro una squadra forte". Il tecnico riconosce che il Catanzaro non ha ancora ritrovato pienamente la serenità necessaria per esprimere il proprio calcio, ma considera la reazione un passaggio fondamentale.
"È stata una settimana complicata, soprattutto dopo una partita brutta e inaspettata contro il Mantova. Ho avuto una risposta dai ragazzi: hanno dimostrato di essere persone serie, per bene, e hanno giocato per la maglia del Catanzaro". Il messaggio è rivolto a chi, nei giorni più complicati, aveva messo in discussione la squadra e la guida tecnica.
Sui numeri della gara, con il Verona capace di produrre molte più conclusioni e calci d’angolo, Gorgone non cerca alibi né rivendica una precisa scelta difensiva. "Non ho scelto di fare una partita in cui gli avversari battevano dodici calci d’angolo a zero". La spiegazione è nella condizione psicologica del gruppo. "C’è un po’ più di timore, meno tranquillità nel poter fare delle cose".
Il tecnico sottolinea anche la necessità di adattarsi a una squadra profondamente rinnovata, con diciassette giocatori cambiati, e di procedere per gradi. "Sono convinto che questa squadra possa fare meglio. Intanto mettiamo dentro rabbia agonistica, cattiveria e sacrificio, poi piano piano ritroviamo quello che si è visto inizialmente".

Ai microfoni della stampa non può mancare il numero 9. La presenza di Iemmello è quasi una prassi quando le cose si fanno difficili. Un capitano che si fa scudo e sicurezza per non perdere quell'orgoglio e quella fame costruita con determinazione. Lui il pareggio al Bentegodi lo legge come un’iniezione di fiducia dopo giorni difficili.
"È stata una partita di carattere - ha detto Iemmello - Venivamo da una settimana non facile e da una partita brutta, onestamente. Ci portiamo a casa l’atteggiamento: la squadra ha retto bene, ha combattuto su ogni pallone e questo pareggio dà sicuramente fiducia".
Il capitano giallorosso, però, invita a non considerare già archiviata la crisi. "Lo dicevamo anche dopo la Carrarese. Dobbiamo solamente restare concentrati, tenendoci l’atteggiamento di oggi, perché c’è tanto da migliorare". Poi leva un alito di speranza, senza proclami: "Speriamo che sia la svolta per ripartire".
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