Catanzaro. Guardie mediche senza più medici, Codacons minaccia i vertici dell'ASP

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L’associazione chiede spiegazioni ai Commissari dell’ASP di Catanzaro per comprendere le ragioni di una "drammatica quanto illegittima penalizzazione che, in sostanza, si traduce in una vera e propria interruzione di pubblico servizio".

  30 luglio 2021 18:58

Da lunedì le Postazioni di Emergenza Territoriale nell’ASP di Catanzaro saranno “demedicalizzate”.


"Ci giungono segnalazioni -dichiara il Codacons- di turni che non registreranno la presenza di medici ed il soccorso sarà affidato ad un infermiere ed all’autista dell’ambulanza.
Una carenza che finirà per incidere negativamente sull’assistenza sanitaria in emergenza sul territorio – sostiene Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons.
Per l’associazione non è in alcun modo accettabile la drastica riduzione del personale medico così come appare singolare la decisione dei vertici aziendali di lasciare il compito di intervenire nei casi più gravi all’elisoccorso".

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"Lasciando il territorio e le ambulanze senza medici si rischia un uso improprio degli elicotteri, facendoli alzare in volo per interventi che potrebbero essere del tutto inutili.
Senza considerare i costi che comporta far alzare in volo un elicottero.
Praticamente si cerca di risparmiare sulla salute dei calabresi e si finisce per creare uno spreco enorme.
Quando la toppa è peggiore del buco".

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“Non vogliamo certo sminuire la professionalità del personale infermieristico, che si prodiga quotidianamente nell’ambito dell’emergenza – si legge in una nota del Codacons – purtuttavia, se è riconosciuta l’esistenza di due distinte professioni, quella di Medico e quella di Infermiere, ciò significa che esse non solo hanno compiti e funzioni diverse ma anche, e soprattutto, non sono tra loro intercambiabili".

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"Se poi pensiamo al ridimensionamento dei Poli Sanitari Territoriali – prosegue il Codacons – sembra quasi che ci si trovi dinnanzi ad un preciso disegno per far saltare la medicina territoriale ed affossare la sanità pubblica. Uno scenario inquietante per migliaia di Cittadini che ogni giorno dalle aree interne del Catanzarese, hanno necessità di rivolgersi alla sanità pubblica. Aree già penalizzate da una rete viaria disastrata ed insufficiente e da trasporti pubblici praticamente inesistenti.
In buona sostanza un invito a rinunciare alle cure mediche ovvero a sobbarcarsi un avvilente pellegrinaggio verso gli ospedali.
Poi non lamentiamoci se i Pronto Soccorso sono congestionati. Chiudendo ogni attività sul territorio, lasciando le ambulanze senza medici, si finisce per intasarli e renderli inefficienti".


"Purtroppo il servizio pubblico, già drammaticamente sottodimensionato – continua Di Lieto – s’inchina a logiche incomprensibili che hanno sullo sfondo un totale disprezzo per la salute dei pazienti. Il tutto nonostante all’Asp di Catanzaro continui a giungere un fiume di danaro per garantire livelli dignitosi di assistenza.
Anche per questo ci saremmo attesi – incalza il Codacons – una corale indignazione da parte dei Sindaci.
L’associazione chiede spiegazioni ai Commissari dell’ASP di Catanzaro per comprendere le ragioni di una drammatica quanto illegittima penalizzazione che, in sostanza, si traduce in una vera e propria interruzione di pubblico servizio. Pretendiamo puntuali spiegazioni circa una decisione che finisce per negare assistenza sanitaria a tantissimi Cittadini".


"Caso contrario -conclude- non esiteremo a denunciare l’interruzione di pubblico servizio nonchè esercizio abusivo della professione medica a carico dei vertici dell’ASP che impongono alle ambulanze di viaggiare senza medici".

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