Catanzaro, Guccini rivive al Parco Gaslini: una serata intima tra musica, memoria e impegno

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro, Guccini rivive al Parco Gaslini: una serata intima tra musica, memoria e impegno


  19 agosto 2026 11:16

di MARCO VALLONE

Una serata o, per meglio dire, un tardo pomeriggio raccolto, intimo, fatto di musica, memoria e parole. Il comitato provinciale ANPI di Catanzaro ha voluto ricordare ieri Francesco Guccini al Parco Gaslini, nel quartiere Lido del capoluogo di regione calabrese, affidando a Danilo Gatto & Compagnia Cantando il compito di ripercorrere, chitarra alla mano, alcune delle pagine più significative del cantautore emiliano, scomparso lo scorso 6 agosto nella sua casa di Pavana, nel comune di Sambuca Pistoiese.

Davanti ad un pubblico partecipe, le canzoni di Guccini hanno trovato una dimensione quasi familiare. Non un semplice concerto, dunque, ma un momento di condivisione nel quale le persone accorse all'appuntamento si sono lasciate coinvolgere, cantando insieme agli interpreti e riconoscendo, in ogni brano, parole e melodie che appartengono ormai alla memoria collettiva.

La scaletta ha attraversato diverse stagioni della produzione gucciniana, alternando ironia, rabbia, disincanto, amore e riflessione. Tra i brani eseguiti, “Cirano”, con la sua orgogliosa rivendicazione di libertà e autenticità, e “L’avvelenata”, manifesto irriverente e combattivo di un artista insofferente alle etichette e alle convenzioni.

e87c4cef-82ae-4cbf-8a7c-653c12015fdb_guccini-anpi-2_watermark.webp

“Francesco Guccini fa parte delle nostre vite, della nostra esistenza – ha dichiarato Mario Vallone, presidente del comitato provinciale Anpi di Catanzaro -. Soprattutto di quelle persone, e ce ne sono tante in questa serata, che sono nate e cresciute con le canzoni di Guccini. L'importanza di questo cantautore sta nel fatto che è riuscito a rimanere nel cuore delle persone per tantissimi anni con cambiamenti epocali della società. Ed oggi i ragazzi di 15 anni sono in grado di cantare tutti i suoi testi con una facilità estrema. Vuol dire che è un cantautore che sta nella storia di questo Paese. Lo abbiamo voluto ricordare per fare un omaggio dovuto ad una persona che ha sempre dichiarato da quale parte stare, per la sua grande simpatia per i partigiani e le partigiane che, nella terra da dove veniva, sono stati suoi vicini di casa. E' stato, da questo punto di vista, un grande amico dei partigiani e delle partigiane”. La volontà di ricordare Francesco Guccini ha, per il presidente del comitato provinciale Anpi di Catanzaro, anche un ulteriore significato: “In questo periodo – ha affermato - sinceramente non ci è piaciuto molto questo uso distorto che si fa della memoria delle persone. Non ci si può impossessare, come una certa destra ha fatto in maniera polemica, dei testi e delle canzoni di Francesco Guccini: sono testi di una chiarezza estrema e chi li legge con attenzione sa che in nessun modo potranno essere confusi con i valori della destra e, quindi, anche per questo abbiamo voluto dare un segnale”.

Tornando al cantato durante la serata, non poteva mancare “Dio è morto”, una delle canzoni più note ed emblematiche del cantautore modenese, capace ancora oggi di interrogare il presente attraverso il racconto di una generazione in cerca di nuovi valori. E poi “Farewell”, “Eskimo” e “Canzone di notte n. 2”, brani nei quali emergono la dimensione autobiografica, la nostalgia e quello sguardo lucido e talvolta malinconico sulla vita che ha reso inconfondibile la scrittura gucciniana.

La serata ha regalato spazio anche a canzoni più intime, come “Vedi cara”, “Incontro” e “Vorrei”. È soprattutto in questi momenti che l'atmosfera del Parco Gaslini si è fatta più raccolta: le voci degli interpreti accompagnate dalla chitarra e quelle del pubblico si sono unite, restituendo alle canzoni una dimensione essenziale, lontana da qualsiasi costruzione spettacolare.

ada8d307-c1af-4ca0-a586-7daf87ae0e04_guccini-anpi1_watermark.webp

Nel percorso musicale dell'appuntamento, nota d'onore va anche a “La genesi”, brano che con la sua vena narrativa e ironica, ha confermato la straordinaria capacità di Guccini di mescolare il racconto, la riflessione e l'umorismo, trasformando la canzone in una piccola storia capace di parlare a più generazioni.

La scelta dell'ANPI di Catanzaro di dedicare un appuntamento a Guccini assume così un significato che va oltre il semplice omaggio musicale. L'opera del cantautore è attraversata da una forte attenzione alla storia, alla memoria, alle contraddizioni della società e al bisogno di non rinunciare alla libertà di pensiero. Ricordarlo attraverso le sue canzoni significa anche tornare a interrogarsi sulle parole, sui valori e sulle battaglie che esse continuano a custodire.

Comunque la si veda sul pensiero autentico di Francesco Guccini, ad ogni modo, c'è da dire che sicuramente mancherà di questo artista la personalità, il fiero pensiero critico, l'individualità dell'uomo Guccini. In una società dove si fa più in fretta a sgomitare per far parte di qualcosa che per affermare un proprio intrinseco genuino modo di essere, Guccini è stato sempre molto chiaro nel dire cosa pensasse senza stare alla ricerca esplicita di alcun consenso. “Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato. Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato”, verso di Cirano, è forse il manifesto di un artista che mancherà, ma da cui si può ancora imparare molto.