Catanzaro, i dubbi di Lobello e Veraldi sulle criticità idriche nei quartieri popolari e sul ruolo dell’Aterp

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  27 gennaio 2026 08:55

 "Che fine ha fatto l’istanza di convocazione del Consiglio comunale protocollata al n. 122787 del 20 novembre 2025 dedicato alle criticità idriche nei quartieri di edilizia popolare e al ruolo dell’Aterp?Nel richiamare l’assemblea aperta del 18 novembre scorso sulla “crisi idrica in città”, alla quale aveva partecipato Sorical, sarebbe emerso, per voce dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Pasquale Squillace che parte dei disservizi idrici nei quartieri popolari potrebbero essere riconducibile a mancata o omessa manutenzione da parte dell’Aterp.  L’azienda regionale, tuttavia, non era presente in aula perché non invitata". Lo scrivono i consiglieri comunali Stefano Veraldi e Alessandra Lobello

"Lo stesso Assessore Squillace ha palesato che la comunicazione Pec trasmessa dell’azienda di edilizia popolare al Consigliere Veraldi e letta in aula non corrispondeva al vero. Parliamo dello stesso Assessore che durante l’assemblea del 18 novembre scorso, alla presenza di Sorical aveva cercato di dare lezioni di matematica, invitando l’aula a contare i tre mesi trascorsi dal loro insediamento fino alla presentazione del bando “CIS ACQUA BENE COMUNE”. Finanziamento, relativo alla ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana e lavori di manutenzione straordinaria ed infrastrutturazione delle reti funzionali al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica e alla riduzione delle perdite che non ha prodotto nulla, se non bugie dell’Assessore al ramo che non ha avuto neanche il coraggio di presentarsi, come richiesto durante l’assemblea, nella commissione consiliare preposta a illustrare questo fantomatico progetto presentato. Risultato? Improvvisazione, superficialità e bugie ai cittadini". 

"Il tentativo dell’amministrazione Fiorita di mascherare da "chiarimento tecnico" quello che è, a tutti gli effetti, un certificato di morte politica rasenta il ridicolo. La realtà descrive una città ridotta allo stremo da una gestione fallimentare, che oggi tenta tardive lezioni di legalità a chi ha avuto il solo merito di raccontare menzogne su menzogne. Questo episodio conferma un’amministrazione allo sbando, dove le priorità del "panem et circenses" prevalgono sistematicamente sulla responsabilità di governo. Il tempo delle narrazioni domenicali suggestive è finito.  Le fuffe dell’amministrazione sono solo il lamento funebre di chi ha perso il contatto con la città. Catanzaro non ha bisogno di "salvatori" improvvisati, ma di una ricostruzione seria che parta dalle macerie lasciate da Fiorita e dai suoi superstiti".


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