








di IACOPO PARISI
Il ricordo dei caduti, il valore dell'unità nazionale e il dolore per una tragedia ancora recente. Le celebrazioni del 4 novembre a Catanzaro hanno assunto quest'anno un significato particolarmente intenso, segnato dalla morte dei quattro militari italiani che, lo scorso 29 ottobre, hanno perso la vita nello schianto di un elicottero in Bosnia-Erzegovina, durante la missione internazionale EUFOR Althea. Una tragedia che ha riportato al centro della riflessione il sacrificio di quanti operano quotidianamente al servizio del Paese, anche lontano dai confini nazionali.
Piazza Matteotti ha accolto questa mattina le rappresentanze delle Forze Armate, le autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e d'arma e numerosi studenti per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una ricorrenza che affonda le proprie radici nella conclusione della Prima guerra mondiale e nel completamento del processo di unificazione italiana, ma che continua a interrogare il presente, soprattutto in una fase storica attraversata da guerre e tensioni internazionali. Tra i momenti più solenni della cerimonia, l'alzabandiera e la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affidata al prefetto di Catanzaro Clemente Di Nuzzo.
Nel suo messaggio, il Capo dello Stato ha richiamato il valore dell'unità nazionale e il legame tra le Forze Armate, i principi costituzionali e l'impegno dell'Italia per la pace e la cooperazione internazionale. Parole che hanno assunto un significato ancora più profondo alla luce della tragedia avvenuta in Bosnia, riportando l'attenzione sui rischi che accompagnano anche le missioni svolte in contesti internazionali. Il ricordo dei militari scomparsi si è così intrecciato con quello di quanti, nel corso della storia, hanno perso la vita al servizio del Paese, dando alla commemorazione una dimensione che unisce passato e presente.
A soffermarsi sul significato della ricorrenza è stato anche il comandante della Legione Carabinieri Calabria, Lorenzo Sabatino, che ha evidenziato il legame indissolubile tra le Forze Armate e il popolo italiano, costruito attraverso la storia e alimentato dall'impegno quotidiano di chi indossa un'uniforme. "Sono giornate segnate da una particolare tristezza dopo la tragedia avvenuta in Bosnia", ha osservato, ricordando come episodi simili rendano ancora più evidente il sacrificio richiesto ai militari impegnati anche all'estero. Un legame, quello tra cittadini e Forze Armate, che trova le proprie radici nel processo di unificazione nazionale e che si rinnova attraverso il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente da donne e uomini in uniforme. Per Sabatino, rendere onore ai caduti rappresenta l'essenza stessa di questa giornata, un momento in cui il ricordo si accompagna alla consapevolezza dei rischi e delle responsabilità che il servizio militare comporta.
Il prefetto Di Nuzzo ha invece richiamato l'attenzione sulle responsabilità delle Forze Armate in un contesto internazionale sempre più complesso, segnato da diversi scenari di guerra. Da qui la necessità, ha sottolineato, di un sistema di difesa adeguato ed efficiente, capace di garantire la sicurezza nazionale e contribuire alla stabilità nelle aree di crisi. Le recenti vicende internazionali, insieme alla tragedia in Bosnia, restituiscono infatti l'immagine di un impegno che non si esaurisce nella difesa dei confini, ma si estende alle missioni attraverso cui l'Italia contribuisce agli sforzi internazionali per la pace. Un compito che porta con sé responsabilità importanti e che, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni, può comportare conseguenze drammatiche anche lontano dagli scenari di combattimento.
Ma il 4 novembre rappresenta anche un'occasione per riaffermare la vicinanza delle istituzioni ai cittadini, soprattutto alle nuove generazioni. È proprio su questo aspetto che il prefetto ha insistito, sottolineando l'importanza di trasmettere ai più giovani valori come disciplina, onore, coraggio, responsabilità e senso del dovere. Principi che non riguardano esclusivamente la dimensione militare, ma che possono trovare espressione anche nella vita civile, nel rapporto con le istituzioni e nella partecipazione alla comunità.
Un messaggio condiviso dalla vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, che ha ricordato come la celebrazione dell'unità nazionale non possa esaurirsi nella commemorazione del passato, ma debba tradursi in un impegno quotidiano a difesa della libertà, della democrazia e dei diritti fondamentali. Il 4 novembre, ha evidenziato, appartiene alla storia d'Italia e alla memoria collettiva, ma richiama anche la responsabilità di custodire i principi che hanno accompagnato la costruzione della Repubblica. Una riflessione che assume particolare rilevanza in un'epoca segnata dal riaccendersi delle tensioni internazionali e da conflitti nei quali il rispetto dei diritti fondamentali viene spesso messo in discussione. Da qui l'invito rivolto soprattutto ai giovani a riconoscere nell'unità nazionale non soltanto un'eredità storica, ma un patrimonio di libertà, democrazia e solidarietà da preservare.
Proprio gli studenti sono stati tra i protagonisti della mattinata. Particolarmente significativa la consegna della bandiera italiana all'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Ercolino Scalfaro" di Catanzaro, guidato dal dirigente Vito Sanzo, e all'Istituto Comprensivo "Corrado Alvaro" di Chiaravalle Centrale, diretto da Maria Carmen Aloi. Un gesto dal forte valore simbolico, attraverso il quale il Tricolore diventa testimonianza di una storia condivisa e, insieme, richiamo alla responsabilità delle nuove generazioni nel preservare i valori democratici. La presenza degli studenti ha rappresentato così uno degli aspetti più significativi della celebrazione, ricordando come la memoria non possa limitarsi al ricordo di ciò che è stato, ma debba trovare continuità nella conoscenza della storia e nella consapevolezza dei diritti e dei doveri che accompagnano la cittadinanza.
La cerimonia ha riservato spazio anche alla consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite ad Adele Alfieri, Luciana Loprete, Francesco Magro, Roberto Mellea, Antonino Modafferi e Salvatore Orofino. Consegnate inoltre le medaglie d'onore alla memoria degli internati Alfonsino Barilaro, Antonio De Nardo, Vito Paonessa e Isidoro Pedote, riconoscimenti legati alla deportazione e all'internamento dei cittadini italiani durante la Seconda guerra mondiale. Un momento che ha aggiunto alla celebrazione un ulteriore richiamo alla memoria storica e alle vicende di quanti hanno vissuto alcune delle pagine più drammatiche del Novecento.
Tra il raccoglimento per le vittime del passato e il pensiero rivolto ai militari recentemente scomparsi, la celebrazione ha così unito generazioni diverse attorno a un patrimonio comune di valori. Una giornata in cui la memoria ha incontrato l'attualità, ricordando come dietro le uniformi, le missioni e le responsabilità istituzionali ci siano soprattutto persone, storie e famiglie. E come il significato del 4 novembre non si esaurisca nella solennità di una cerimonia, ma continui a vivere nella responsabilità di custodire, anche nel presente, i valori sui quali si fonda la Repubblica.
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