Catanzaro, il Rotary Club celebra Francesco La Monaca: un viaggio nell’arte del Novecento

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  13 febbraio 2026 07:22

di CATERINA MURACA

Il Rotary Club Catanzaro ha promosso un importante evento culturale dal titolo “L’arte a Catanzaro. Maestri e opere del Novecento: Francesco La Monaca”, svoltosi presso l’Oratorio della Confraternita di Santa Maria del Carmine. Un appuntamento dedicato alla riscoperta di una delle figure artistiche più significative del Novecento, originaria della Calabria ma protagonista sulla scena internazionale.

L’incontro è stato introdotto da don Marcello Froiio e dal presidente del Rotary Club Catanzaro, Fernando Saracco, che hanno espresso parole di ringraziamento nei confronti dei relatori e dei partecipanti, sottolineando l’impegno del Rotary nella valorizzazione della storia, dell’arte e delle eccellenze del territorio.

A moderare l’evento è stata Francesca Ferraro, Past President del Rotary Club Catanzaro, che ha guidato il pubblico attraverso gli interventi dei due ospiti: Maria Saveria Ruga, professoressa dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e Antonio Falbo, storico.

Ad aprire il ciclo di interventi è stata la professoressa Ruga, che ha evidenziato il ruolo fondamentale dell’Accademia di Belle Arti nel campo della ricerca storica e artistica, sia contemporanea sia orientata alla riscoperta di figure che hanno segnato profondamente la storia culturale della regione.
"L’Accademia delle Belle Arti è sempre presente nella ricerca storica e artistica – ha spiegato – soprattutto quando si tratta di ricostruire il contesto culturale più ampio in cui si inseriscono gli artisti calabresi".

La docente ha poi richiamato due momenti fondamentali per la costruzione dell’identità artistica della Calabria, soffermandosi su due importanti esposizioni: la prima, “La Prima Mostra Calabrese”, tenutasi a Catanzaro nel 1912; la seconda, “Arte nel Mezzogiorno d’Italia”, svoltasi a Roma nel 1953, evento di grande rilievo nazionale e internazionale che sancì in modo definitivo la presenza significativa degli artisti calabresi nel panorama artistico italiano.

È seguito l’intervento dello storico Antonio Falbo, che ha ripercorso la vita e la carriera di Francesco La Monaca, delineandone le tappe fondamentali. Nato in Calabria, a Catanzaro, nel 1903 La Monaca si trasferì a Parigi dalla sorella, sposata con Vincenzo Smiraglio di Catanzaro, nella speranza di trovare fortuna. Tuttavia, l’artista si trovò inizialmente ad affrontare condizioni di vita molto difficili, tanto da subire una profonda delusione che lo costrinse a dormire sotto i ponti della Senna insieme ai clochard francesi per poi finire  a svolgere lavori umili, come imbianchino e pittore di insegne per negozi.

Tra il 1903 e il 1905 Parigi l’artista frequentò il Bateau-Lavoir, fondato da Guillaume Apollinaire e Marie Laurencin, un “baraccone”, un rigugio per raccogliere le anime erranti di quel tempo. Nonostante ciò, La Monaca non si fa influenzare dalle correnti artistiche di quegli anni.

Il successo lo portò a ricevere importanti commissioni, a viaggiare in Inghilterra e in America e a imporsi definitivamente negli anni Venti e Trenta, quando realizzò i ritratti di numerosi personaggi illustri, entrando anche in Vaticano dipingendo per Pio XI. Tutti i grandi personaggi del tempo desideravano essere ritratti da La Monaca. Un momento decisivo della sua carriera fu il matrimonio, nel 1931, con la vedova di Giovanni Boldini, considerato il più grande pittore del suo tempo: un’unione che gli aprì le porte dei più prestigiosi salotti internazionali.

Nel 1936 La Monaca fu persino invitato a realizzare il ritratto del presidente americano Franklin Delano Roosevelt, incarico che non riuscì a portare a termine a causa della sua morte improvvisa, avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 febbraio del 1937, in America dove era arrivato con la moglie. Dopo la scomparsa, l’artista fu trasportato in Francia, dove ricevette gli onori di Stato e fu sepolto in uno dei più celebri cimiteri parigini. Nonostante i tentativi di riportarne le spoglie in Italia, lo Stato francese si oppose con fermezza, riconoscendo a La Monaca un valore artistico tale da considerarlo parte integrante del patrimonio nazionale francese. Va ricordato, tuttavia, che l’artista non volle mai accettare la cittadinanza francese, rimanendo sempre fedele alle proprie radici calabresi.

Un ultimo, significativo episodio riguarda il 1939, quando la moglie di Francesco La Monaca si recò a Catanzaro con l’intenzione di donare al Comune alcune opere dell’artista. Donazione che, tuttavia, venne inspiegabilmente respinta, privando la città di un patrimonio di straordinario valore.

L’evento del Rotary Club Catanzaro ha rappresentato così un momento di memoria, riflessione e riscoperta, restituendo a Francesco La Monaca il posto che merita nella storia dell’arte e riaffermando il legame profondo tra l’artista e la sua terra d’origine.

 


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