





di CARLO MIGNOLLI
Ci sono persone che lasciano un segno così profondo da continuare a vivere nei luoghi che hanno amato. Per Alessandro Lanzo, quel luogo è il Supercinema di Catanzaro, una sala che per anni ha rappresentato molto più di uno spazio in cui guardare un film: è stata una casa, un punto d’incontro e una parte importante della sua vita. Da questa sera, la sala platea porterà ufficialmente il suo nome, custodendo la memoria di un uomo che ha contribuito con passione e dedizione alla storia del cinema cittadino.
La cerimonia di intitolazione ha riunito familiari, amici e persone che hanno condiviso con Alessandro un percorso fatto di impegno, entusiasmo e amore per il cinema. Presenti anche Maurizio Mottola di Amato e Andrea Ferrara, protagonisti del nuovo corso del Nuovo Supercinema, che hanno scelto di investire nuovamente in uno dei luoghi culturali più significativi di Catanzaro. L’iniziativa arriva dopo la recente riapertura della struttura e rappresenta un gesto dal forte valore simbolico: legare il futuro della sala alla memoria di chi ha contribuito a tenerla viva.
A prendere la parola, dopo un breve video che ha ricordato Alessandro, è stato Maurizio Mottola di Amato, che ha voluto innanzitutto ringraziare i presenti e la famiglia di Alessandro, sottolineando il valore di un’esperienza che, nel corso degli anni, ha coinvolto un’intera comunità: "Siamo noi a dover ringraziare voi e i familiari per le bellissime parole. Non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione della città questa sala. Dal 2015 a oggi ci hanno accompagnato il sorriso di Alessandro, il suo impegno e tutte le emozioni che si possono vivere dentro un cinema", ha dichiarato.
Nel suo intervento, Mottola di Amato ha ripercorso anche il proprio legame personale con il Nuovo Supercinema, nato molto prima dell’esperienza condivisa con Lanzo: "Sono entrato qui per la prima volta nel lontano 1977, quando avevo poco meno di dieci anni. Ricordo ancora l’emozione del primo film, vissuta insieme agli amici e alla famiglia. È un sentimento che ho ritrovato quando Andrea è venuto a casa mia con Alessandro per propormi di affidargli la conduzione del Supercinema", ha raccontato.
All’epoca, ha spiegato, Alessandro era per lui ancora una persona da conoscere. L’incontro e il lavoro condiviso avrebbero presto trasformato quella prima impressione in un rapporto di stima e affetto: "Andrea mi disse che Alessandro poteva assumersi questo impegno e io fui felice di dargli fiducia. Da quel momento è stato un crescendo", ha aggiunto, ricordando anche le difficoltà affrontate per portare avanti il progetto del cinema.
Una sfida che, soprattutto agli inizi, sembrava destinata a durare poco: "Quando andai per la prima volta in Comune, mi dissero di lasciar perdere, perché secondo loro saremmo durati appena tre mesi. Oggi, dopo dieci anni, siamo ancora qui", ha ricordato Mottola di Amato, con lo sguardo rivolto al futuro della struttura: "Speriamo di poter continuare a tenerla aperta per tutto il tempo che ci sarà concesso e che, dopo di noi, possano essere i nostri figli e i nostri amici a portare avanti questa sala".
Il ricordo di Alessandro, nel corso della cerimonia, è passato soprattutto attraverso i piccoli gesti quotidiani, quelli che raccontano una persona meglio di qualsiasi celebrazione. La sua presenza costante, l’attenzione per il pubblico e la convinzione che ogni proiezione meritasse di andare in scena, anche davanti a una sala quasi vuota, sono rimaste impresse nella memoria di chi lo ha conosciuto.
"Alessandro dedicava buona parte della sua vita e delle sue giornate a questa attività. Lo si vedeva anche quando in sala c’era una sola persona: lui proiettava il film comunque", ha affermato Mottola di Amato, restituendo il ritratto di un uomo che viveva il proprio lavoro con una passione autentica. "Lo ricorderò sempre con il suo sorriso, con il suo modo schietto di essere e con la sua sincerità. Anche quando si parlava di cinema aveva le sue idee, a volte molto decise. Ed era proprio questo il bello di Alessandro". E aggiunge: "Per me è stata un’emozione che conserverò per tutta la vita. Alessandro non se n’è andato davvero: è qui con noi, è seduto insieme a noi".
L’intitolazione della sala platea ad Alessandro Lanzo è un modo per riconoscere il valore di chi ha investito energie e sentimenti nella vita culturale della città, contribuendo a mantenere aperto uno spazio di incontro e condivisione. Da oggi, il suo nome accompagnerà ogni proiezione, ogni spettatore che prenderà posto in platea e ogni nuova storia che passerà sullo schermo. E mentre il Nuovo Supercinema guarda avanti, il sorriso di Alessandro continuerà a far parte della sua storia.
"Mi piace che questa sala sia intitolata a lui - conclude Mottola di Amato - è un modo per portarlo nel cuore nel tempo, finché Dio ce lo consentirà".
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