
di IACOPO PARISI
Nella suggestiva cornice della Sala Concerti di Palazzo De Nobili, a Catanzaro, si è svolta la presentazione del libro “Le vie del tango” del maestro di danza Saverio Rino Rotundo. Un evento che ha intrecciato parole, musica e riflessioni, restituendo al pubblico non solo un’opera editoriale, ma una vera e propria visione culturale del tango.

A moderare l’incontro Loredana Grillo, che ha subito chiarito la natura complessa del volume: nato come manuale tecnico, il libro si è evoluto in un’opera articolata, capace di attraversare storia, musica, musicalità e cultura del tango. "È un testo interessante sia per chi già balla, sia per chi non si è mai avvicinato – ha spiegato – perché il tango è un mondo a sé, capace di incuriosire e conquistare".
Tra gli interventi istituzionali, il sindaco Nicola Fiorita, che ha sottolineato il valore multidisciplinare dell’evento: "Un momento suggestivo che unisce danza, musica e scrittura". Pur dichiarando con ironia la propria distanza dal ballo, Fiorita ha evidenziato il fascino culturale del tango, definendolo qualcosa di più di una semplice danza: "Un veicolo di comprensione dell’altro, una forma espressiva che racchiude una cultura profonda".


Al centro dell’incontro, naturalmente, il racconto dell’autore. Rotundo ha ripercorso le origini del libro, nato inizialmente come raccolta di appunti tecnici per migliorare il proprio insegnamento. Da lì, un lungo processo di maturazione ha trasformato quei materiali in un’opera più ampia e personale.
"All’inizio era un testo freddo, non mi rappresentava – ha spiegato –. Ho capito che dovevo inserire me stesso, la mia esperienza, il mio modo di vivere la danza". Fondamentale in questo percorso anche l’influenza dello yoga, disciplina praticata per oltre vent’anni, che ha contribuito a definire una visione del tango orientata al benessere e alla consapevolezza. Il maestro ha poi ripercorso la propria carriera, dalle prime esperienze con le danze tradizionali e popolari, come la tarantella, fino all’approdo al tango argentino, maturato attraverso studio, ricerca e confronto con maestri internazionali. Un cammino lungo decenni che ha portato anche alla realizzazione di eventi, festival e spettacoli sul territorio calabrese.

A chiudere gli interventi il consigliere comunale Raffaele Serò, che ha offerto una testimonianza personale, sottolineando il legame umano con l’autore e la forza aggregativa del tango. "È un mondo che unisce, che crea famiglia – ha affermato –. Ho visto nascere questo progetto e oggi vederlo realizzato è motivo di grande soddisfazione".
“Le vie del tango” si presenta dunque come un’opera che supera i confini del manuale tecnico per diventare racconto, esperienza e visione. Un invito non solo a imparare una danza, ma a entrare in un universo culturale e umano capace di trasformare chi lo attraversa.
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