
"Con mia grande gioia e commozione oggi intendo condividere un traguardo molto importante raggiunto: la tutela piena dei miei diritti come padre dal Tribunale Civile di Catanzaro in composizione monocratica quale la cessazione dell'obbligo di mantenimento nei confronti di mia figlia che nonostante maggiorenne da oltre 7 anni da anni mi ha trascinato in vertenze civilistiche e
penalistiche.
Oggi finalmente il tribunale Civile di Catanzaro si è espresso nei miei confronti con la revoca assoluta dell'assegno di mantenimento nei confronti di mia figlia, uniformandosi ad un principio già espresso dalla Corte di Cassazione (cfr. Cass. n. 18076/2014)secondo cui tale diritto di mantenimento cessa qualora come nel caso di specie il figlio, abusando di quel diritto, tenga un comportamento di inerzia o di rifiuto ingiustificato di occasioni di lavoro (ovvero di colpevole negligenza nel compimento del corso di studi intrapreso) e, quindi, di disinteresse nella ricerca dell'indipendenza economica.
Secondo la giurisprudenza della Corte, il genitore interessato alla declaratoria di cessazione dell'obbligo di mantenimento è tenuto a provare che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un'attività produttiva di reddito (o il mancato compimento del corso di studi) dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso, il cui accertamento non può che ispirarsi alle aspirazioni, al percorso scolastico, universitario e postuniversitario del soggetto ed alla
situazione attuale del mercato del lavoro con specifico riguardo al settore nel quale il soggetto abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione (tra le tante cfr. Cass. n. 19589/2011, n. 15756/2006).
La mancata prova di tali circostanze è stata effettuata nel caso in esame dal tribunale di Catanzaro con criterio di rigore proporzionalmente crescente in rapporto all'età della figlia e ha escluso che tale obbligo assistenziale, sul piano giuridico, possa
essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, al di là dei quali si risolverebbe - come si è espressa la Suprema Corte - in forme di parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani. Il comportamento da parassita di mia figlia è stato valutato dal Tribunale e ciò ha comportato l a cessazione dell'obbligo di mantenimento.
Nella difesa e per la tutela delle mie ragioni devo rappresentare sono stato affiancato, pur provenendo dal altra citta' come quella di Monfalcone, sul foro di Catanzaro da un bravissimo professionista avv. Beatrice Biamonte del foro di Catanzaro che con competenza, massima fiducia, serietà mi ha seguito per anni e finalmente grazie al suo operato ho raggiunto questo insperato
risultato".
Lettera firmata
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