Catanzaro in rivolta: «Giù le mani dalle Camere di Commercio»

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Camera di Commercio, Catanzaro
  24 luglio 2019 17:53

di ANTONELLA SCALZI

L'accorpamento delle Camere di commercio a Catanzaro ha trasformato il penultimo martedì di luglio a Catanzaro in una giornata rovente. La proposta sembra non piacere proprio a nessuno e dopo i Cinque Stelle e il presidente dell'ente camerale dei Tre colli, Daniele Rossi, (LEGGI QUI) sulla vicenda  hanno scelto di di dire la loro anche il vicesindaco Ivan Cardamone e il leader di CambiaVento, Nicola Fiorita.

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Per il vice di Sergio Abramo «la famigerata riforma nazionale che porterebbe all’accorpamento delle Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia non arrecherà alcun vantaggio in termini di servizi ed efficienza ai territori coinvolti che rischiano solo di perdere un importante punto di riferimento per il mondo delle imprese». Da Catanzaro e per bocca di Ivan Cardamone arriva, dunque, un sostegno pieno e incondizionato alla posizione che i presidenti degli enti interessati hanno lanciato a livello nazionale e portato all’attenzione del Mise oltre che nell’apposito tavolo tecnico aperto da Unioncamere.

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Cardamone non fa sconti: «L’accorpamento in un unico ente costituirebbe un grave depauperamento istituzionale che non possiamo permetterci. La nostra regione e le province interessate sono già penalizzate dalla carenza di infrastrutture e reti di collegamento efficienti, da una situazione perdurante di instabilità economica in cui le istituzioni locali, così come le imprese, si sentono sempre più abbandonate e isolate dallo Stato».

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D'altronde, almeno per ciò che concerne la Camera di commercio del capoluogo di regione l'accorpamento non premierebbe di certo il lavoro degli ultimi tempi e a sottolinearlo è proprio Cardamone che parla di impegno e radicamento sul territorio lanciando un appello forte: «È opportuno ricercare la massima convergenza istituzionale affinché le richieste dei presidenti, mirate a ottenere l’immediata sospensione dell’accorpamento e la modifica della riforma nazionale, possano trovare al più presto pieno accoglimento». 

E il tema stavolta non divide la politica perché sulla stessa lunghezza d'onda c'è anche il consigliere d'opposizione e leader di CambiaVento, Nicola Fiorita. Anche lui parla, senza mezzi termini, di «allarme  che non può e non deve rimanere lettera morta». Fiorita non disdegna l'ottimizzazione delle risorse, ma è fermamente convinto del fatto che «l’accorpamento non risponde in nessuna maniera a questa esigenza, anzi si tramuta, soprattutto alle nostre latitudini, in un inutile esercizio di facciata che nasconde un impatto profondamente negativo sul tessuto economico dell’area centrale calabrese». Sullo sfondo nessun risparmio significativo e sembra essere proprio questo il nodo che porta Fiorita a parlare di processi amministrativi che si complicherebbero». 

Ecco perché si domanda «a chi gioverebbe la fusione» e chiede unità alla politica assicurando il suo totale sostegno all'iniziativa lanciata dal presidente dell'ente camerale di Catanzaro, Daniele Rossi. È così che in un'estate politicamente calda sotto molti punti di vista, nel capoluogo di regione il possibile accorpamento delle Camere di commercio ha portato a una virata forte e improvvisa con la politica che sembra aver deciso di accantonare gli scontri per lasciare posto alla politica dei fatti e delle battaglie comuni da portare avanti per il bene del capoluogo.     


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