Catanzaro, inaugurato l'impianto polisportivo “Quirino Ledda”: sport e memoria nel quartiere Corvo

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  27 maggio 2026 13:39

di IACOPO PARISI

Un nuovo spazio dedicato allo sport, all’aggregazione e alla socialità per il quartiere Corvo di Catanzaro. È stato inaugurato questa mattina il nuovo impianto sportivo polivalente indoor intitolato a Quirino Ledda, figura storica del sindacalismo e della politica calabrese, simbolo dell’impegno civile e della lotta alla mafia.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Nicola Fiorita, il vicesindaco Giusy Iemma, gli assessori Nunzio Belcaro, Pasquale Squillace, Antonio Battaglia e Vincenzo Costantino, oltre a numerosi consiglieri comunali, associazioni del territorio e i bambini dell’istituto comprensivo Casalinuovo – plesso Corvo. Presente anche l’Anpi, da sempre impegnata nel custodire la memoria di Quirino Ledda.

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La struttura, realizzata grazie a fondi PNRR per un investimento di circa 1,15 milioni di euro, sorge accanto al principale palazzetto del quartiere o e rappresenta uno degli interventi strategici dell’amministrazione comunale per la rigenerazione urbana e sociale dell’area sud della città. L’impianto copre una superficie di oltre 1.100 metri quadrati e ospita un campo da padel, un’area polivalente per pallavolo e basket, un ring per boxe e arti marziali, oltre a spogliatoi e servizi accessori. Dal punto di vista tecnologico è dotato di illuminazione LED, ventilazione meccanica, climatizzazione e impianto fotovoltaico.

Ma il progetto guarda anche oltre la semplice realizzazione dell’opera. Il nuovo centro sportivo sarà infatti gestito dai giovani del comitato di quartiere Corvo, nell’ambito di un percorso di collaborazione con l’amministrazione comunale che punta ad affidare direttamente alle realtà territoriali la cura e la valorizzazione degli spazi pubblici. Un modello partecipativo che mira a rafforzare il senso di appartenenza e responsabilità della comunità, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni nella gestione di luoghi di aggregazione e inclusione sociale.

Nel suo intervento, il sindaco Nicola Fiorita ha sottolineato il valore simbolico e sociale dell’opera: “È un piccolo impianto sportivo che amplia e completa l’offerta di questo quartiere che, nel nostro disegno di città, rappresenta un quartiere strategico per lo sport e per recuperare quell’anima innovativa che il Corvo aveva quando è nato”. Il primo cittadino ha ricordato anche gli altri interventi realizzati negli ultimi anni nel quartiere: “Abbiamo aperto un centro sociale, pochi giorni fa un bike park unico nel Sud Italia e oggi questo impianto offre una possibilità in più a chi vive nelle periferie sud della città”.

Fiorita ha poi spiegato le ragioni dell’intitolazione a Quirino Ledda: “Abbiamo voluto dedicare questo luogo alla memoria di un uomo che in questo quartiere ha vissuto, ha subito un attentato gravissimo per la sua lotta alla mafia e nel quale ha sempre creduto, convinto che potesse avere un destino diverso”.

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Molto sentito l’intervento del vicesindaco Giusy Iemma, cresciuta proprio nel quartiere Corvo. “Conosco le strade, le persone, le potenzialità e le difficoltà di questa comunità – ha detto – e conosco soprattutto la storica richiesta di spazi di aggregazione e inclusione sociale”. Iemma ha definito l’intitolazione “una scelta frutto di metodo e visione”, sottolineando come “la memoria storica debba camminare sulle gambe di progetti concreti per i giovani”. “Lo sport – ha aggiunto – è palestra di vita, inclusione, aggregazione sana e legalità. Quirino Ledda è stato un riferimento etico straordinario, un uomo che ha dedicato la propria vita ai diritti dei lavoratori, alla crescita delle periferie e al riscatto sociale della sua terra”.

Momento di forte emozione anche con le parole del figlio di Quirino Ledda, Giuseppe, che ha ringraziato l’amministrazione comunale per il riconoscimento alla figura del padre. “Le battaglie di papà non riguardavano solo Catanzaro ma tutta la Calabria. Ha combattuto contro la mafia e la ’ndrangheta pagando un prezzo altissimo”. Giuseppe Ledda ha ricordato anche il grave attentato subito dalla famiglia nel quartiere Corvo nel 1982: “Questo è il luogo dove siamo saltati in aria perché mio padre faceva nomi e cognomi e provava a combattere il cancro delle mafie”. Infine, il riferimento al significato dell’impianto dedicato ai giovani: “Immagino mio padre sorridere da lassù. Intitolargli un luogo dedicato allo sport e alla socialità penso lo avrebbe reso orgoglioso, perché per lui i giovani erano il futuro”.


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