Catanzaro, indagine "Parco Romani": assolti l'ex sindaco Olivo, Elia e Cantisani

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Rosario Olivo
  06 aprile 2021 16:32

di EDOARDO CORASANITI

Non è rimasto niente dell'accusa per l'indagine "Parco Romani:  il Tribunale collegiale di Catanzaro ha assolto "perché il fatto non sussiste" l'ex sindaco del capoluogo Rosario Olivo (difeso dall'avvocato Nicola Cantafora), Biagio Cantisani, ex dirigente del Comune di Catanzaro ed presidente dell’Ordine degli architetti (difeso dall'avvocato Carlo Petitto) e Giulio Elia, consigliere comunale di Catanzaro e presidente della Commissione urbanistica dell’Ente (difeso dall'avvocato Antonio Lomonaco). 

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Il procedimento giudiziario era nato dall’inchiesta su presunti illeciti connessi al Parco commerciale “Romani”, che sorge nel quartiere Sala, a Catanzaro, ed alla realizzazione al suo interno dell’Ente Fiera , che l’Amministrazione aveva inizialmente deciso di collocare in un’area appositamente individuata nel quartiere Germaneto. 

Il filone oggi concluso in primo grado davanti al collegio presieduto dal giudice Carmela Tedesco è il fascicolo del processo in ordinario, mentre altri dirigenti comunali e imprenditori nel 2013 optarono per il rito abbreviato (Gaetano Romani, rinviato a giudizio nel 2013, morì prima dell'inizio del dibattimento; mentre per Rosalba Piscioneri, sempre in abbreviato,  fu dichiarato il non luogo a procedere dal gup): quest'ultimi sono stati condannati in primo grado e poi assolti in Appello.  E precisamente, nel 2016 furono assolti in secondo grado perché "il fatto non sussiste": Giuseppe Speziali, ex presidente di Confindustria Calabria (condannato a 4 mesi in abbreviato il 13 maggio 2015), Giuseppe Grillo (condannato dal gup a 11 mesi e 10 giorni), ex presidente della municipalizzata “Catanzaro Servizi”, Giuseppe Gatto, ex presidente di Confindustria Catanzaro (5 mesi e 10 giorni in abbreviato), e l’avvocato Marina Pecoraro (9 mesi e 10 giorni in abbreviato). Confermate le assoluzioni di Alba Felicetti, ex dirigente del Comune di Catanzaro, Francesco Lacava, ex consigliere comunale e presidente del consiglio d’amministrazione della società Parco Romani srl; e il dirigente comunale Pasquale Costantino. Sul caso si è espressa anche la Corte di Cassazione che ha confermato il provvedimento dell'Appello: la sentenza d'assoluzione ora è definitiva. 

Dunque, al momento, tra la Cassazione per il rito abbreviato e il primo grado per l'ordinario, il risultato è unidirezionale e impietoso: 11 assolti e zero condannati, a dimostrazione della fragilità e debolezza delle ricostruzioni della Procura che, al tempo, fecero molto rumore, scossero i palazzi della politica e dell'imprenditoria catanzarese. Ma di responsabilità penali, secondo quanto chi è chiamato a cristallizzare le accuse, non ce ne sono.


L'INDAGINE: Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa, abuso e falso. L’inchiesta sul Parco Commerciale Romani è stata avviata dal Pm Carlo Villani e dalla Guardia di finanza di Catanzaro nel 2012 . Al centro c’è la realizzazione dell’Ente Fiera, che prevedeva un finanziamento statale di cinque milioni di euro al Comune di Catanzaro. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulla permuta fatta dalla società Argento, di cui era socio Gaetano Romani, con il Comune di Catanzaro, che acquisì due immobili di proprietà degli imprenditori Gatto e Speziali. La permuta doveva servire a compensare un debito di oltre tre milioni di euro che Romani doveva al Comune. L’inchiesta riguarda anche la decisione dell’Amministrazione comunale di centrosinistra, tramite la municipalizzata Catanzaro Servizi, di realizzare il centro fieristico nel Parco Romani. 

Durante il processo sono stati ascoltati operatori di polizia giudiziaria, funzionario nazionali del Ministero dello Sviluppo economico, politici: tutto ciò che, secondo l'accusa, avrebbe dovuto avvalorare la tesi d'accusa ma che invece si è dimostrato determinante per rafforzare la linea difensiva. La motivazione dei giudici sarà depositata tra 90 giorni.

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