Catanzaro intitola a Cesare Mulè la piazzetta davanti al Comune: il ricordo di una vita dedicata alla città

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  07 novembre 2026 14:09

di IACOPO PARISI

C'è qualcosa di profondamente simbolico nella scelta di intitolare a un ex sindaco proprio la piazzetta che si affaccia sul palazzo comunale. Un luogo che per Cesare Mulè ha rappresentato una parte importante del proprio percorso politico e amministrativo e che, da oggi, porterà il suo nome. Catanzaro ha voluto così rendere omaggio a una delle figure che hanno segnato la sua storia recente, ricordandone non soltanto l'impegno nelle istituzioni, ma anche il contributo alla vita culturale e sociale della città. Alla cerimonia di intitolazione dello spazio antistante Palazzo De Nobili hanno preso parte rappresentanti dell'amministrazione comunale, i familiari, gli amici e numerosi cittadini, riuniti per ricordare l'ex sindaco, scomparso nel gennaio del 2021, e ripercorrerne l'eredità umana e pubblica.

Nato nel 1931, Cesare Mulè è stato sindaco di Catanzaro tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta. Il suo percorso però è andato ben oltre l'impegno politico. Giornalista, scrittore, poeta e appassionato studioso della storia locale, ha dedicato numerose pubblicazioni alla Calabria e ai suoi protagonisti, contribuendo a conservarne e divulgarne la memoria. Un'attività affiancata dall'impegno nel mondo cattolico, nella promozione turistica e in numerose iniziative culturali.

Per Cesare Mulè, Catanzaro era una città bellissima, sorprendente, capace di rivelare scorci e particolari che spesso sfuggono allo sguardo distratto di chi la vive ogni giorno. È questo il ricordo che la figlia Rossella ha voluto condividere, raccontando come, proprio nella giornata dedicata al padre, la famiglia abbia scelto di percorrere le strade della città, provando a osservarla con i suoi occhi e riscoprendo dettagli ai quali, nella fretta della quotidianità, raramente si presta attenzione. Un modo per mantenere viva quella promessa fatta al padre: continuare a riconoscere e custodire la bellezza dei luoghi che aveva tanto amato. Rossella ha rivolto anche un pensiero affettuoso alla madre, riconoscendo quanto la sua presenza e il suo sostegno siano stati determinanti nella vita di Mulè: senza la compagna di una vita, ha sottolineato, suo padre non sarebbe stato l'uomo che tutti hanno conosciuto.

Accanto ai ricordi più personali, Rossella ha voluto restituire anche la visione politica e civile del padre, attraverso alcune sue riflessioni scritte già negli anni Settanta e rilette durante la cerimonia. Mulè auspicava un cambiamento delle strutture e della classe dirigente calabrese, ma era convinto che nessuna trasformazione potesse realizzarsi senza una parallela maturazione della coscienza collettiva. La politica, nella sua visione, non poteva essere una responsabilità delegata una volta per tutte a chi amministrava: richiedeva cittadini vigili, capaci di chiedere conto delle scelte compiute e di partecipare attivamente alla costruzione del futuro della propria comunità. “La classe dirigente deve sentirsi addosso l'attenzione vigile dei cittadini, che devono riconoscersi come protagonisti e non come delle comparse”, scriveva Mulè. Un richiamo che, a distanza di oltre cinquant'anni, conserva la sua forza, soprattutto in una società nella quale la distanza tra cittadini e istituzioni continua a rappresentare una delle questioni centrali della vita democratica.

A completare il ritratto del padre sono state le testimonianze degli altri due figli, Giuseppe e Gianluca. Il primo ha individuato nella formazione cristiana, nella fiducia e nell'ottimismo le radici di un impegno che ha attraversato la politica, la cultura e il sociale. Al centro della visione di Mulè c'era l'idea di una città aperta e inclusiva, nella quale ciascuno potesse trovare il proprio spazio e costruire il proprio futuro, con la convinzione che senza cultura non potesse esserci una vera crescita collettiva. Gianluca ha invece ripercorso alcuni ricordi d'infanzia, tra i racconti dedicati ai grandi protagonisti della storia calabrese e quell'amore viscerale del padre verso la propria terra. Un sentimento tradotto in iniziative concrete, dal contributo alla nascita del Centro di arte drammatica di Catanzaro all'attenzione riservata ai giovani artisti e alle personalità meno conosciute del territorio.

È proprio questo legame profondo con Catanzaro che l'amministrazione comunale ha voluto riconoscere attraverso l'intitolazione della piazzetta antistante Palazzo De Nobili. A sottolinearne il valore simbolico è stata la vicesindaca Giusy Iemma, evidenziando come la scelta vada oltre il semplice riconoscimento toponomastico. "Abbiamo legato la sua memoria a quello che è il luogo simbolo della vita amministrativa della città", ha spiegato, ricordando che le istituzioni sono prima di tutto espressione di persone, responsabilità e servizio alla comunità. Un messaggio che si accompagna all'immagine, particolarmente evocativa, di Mulè che da quella piazzetta continuerà simbolicamente a vegliare sulla sua Catanzaro.

Un significato condiviso dal presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, che ha inserito l'intitolazione nel più ampio percorso intrapreso dall'amministrazione per valorizzare, attraverso la toponomastica, le personalità che hanno contribuito alla crescita culturale e artistica di Catanzaro. Una scelta che assume anche il valore di una risposta a chi tende a sottovalutare o denigrare la città e il suo patrimonio. Bosco ha inoltre richiamato la particolare collocazione della piazzetta, proprio di fronte alla stanza del sindaco: un luogo nel quale il nome di Cesare Mulè continuerà a rappresentare un riferimento per chiunque, anche negli anni a venire, sarà chiamato ad amministrare il capoluogo.

A soffermarsi sul valore della scelta è stato anche l'assessore Salvatore Bullotta, che ha espresso la soddisfazione dell'amministrazione per un riconoscimento dedicato a una figura tanto legata alle istituzioni e alla vita cittadina. Il suo intervento ha offerto anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul vicino Teatro Masciari, il cui recupero rappresenta un intervento atteso da tempo. Come spiegato dall'assessore, la progettazione è stata completata in collaborazione con la Soprintendenza competente, mentre si attendono le autorizzazioni e la disponibilità delle risorse regionali necessarie per avviare i lavori. Un progetto rispetto al quale la presenza del nome di Mulè, proprio in quell'area, costituisce un ulteriore stimolo a restituire alla città uno dei suoi luoghi culturali.

La cerimonia ha così intrecciato i ricordi della famiglia con la memoria collettiva di Catanzaro, restituendo il ritratto di un uomo che ha dedicato buona parte della propria esistenza alla città, senza smettere di credere nelle sue possibilità. Da oggi il nome di Cesare Mulè entrerà nella quotidianità di uno dei luoghi più rappresentativi del capoluogo. E il modo migliore per mantenerne viva l'eredità sarà proprio quello di continuare a guardare Catanzaro con la stessa curiosità, fiducia e attenzione che hanno accompagnato il suo impegno.

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