



di IACOPO PARISI
Anfiteatro stracolmo e pubblico trascinato dal ritmo per la terza serata della fase conclusiva del Catanzaro Jazz Fest. Protagonisti, sabato sera al Parco della Biodiversità Mediterranea Michele Traversa di Catanzaro, sono stati i Kolosso con “Over”, progetto capace di portare sul palco una declinazione fresca, energica e decisamente contemporanea del jazz. Il concerto si è inserito nel programma dell’Oktober Park, che in questi giorni anima il Parco tra musica, gastronomia e momenti di socialità. Nell’anfiteatro, però, l’attenzione è stata tutta per una formazione che ha mostrato fin dalle prime battute un approccio lontano dalle coordinate più classiche del genere.
Quello dei Kolosso è stato infatti un jazz contaminato, attraversato dall’elettronica e da influenze urban, costruito soprattutto attorno a un grande lavoro sul ritmo. Un suono compatto e dinamico, capace di alternare improvvisazione, fiati, sintetizzatori e una sezione ritmica particolarmente incisiva, dando vita a quello che lo stesso gruppo definisce “bastard jazz”. Una proposta che dal vivo ha trovato immediatamente il favore del pubblico. L’anfiteatro del Parco era completamente pieno, tanto che in molti hanno seguito il concerto in piedi lungo gli spazi circostanti, pur di assistere all’esibizione. E la risposta non è mancata: il pubblico si è lasciato trascinare da un live dal ritmo serrato, vissuto con partecipazione e con un entusiasmo crescente nel corso della serata.
È probabilmente proprio questa la cifra più evidente di “Over”: la capacità di mantenere il jazz al centro senza trasformarlo in un linguaggio chiuso, aprendolo invece a sonorità e suggestioni contemporanee. Una formula immediata, movimentata, che riesce a parlare tanto agli appassionati quanto a chi arriva al concerto senza una conoscenza specialistica del genere. Ed è stato proprio questo uno degli aspetti più riusciti della serata: tra il pubblico non c’erano soltanto appassionati di jazz, ma anche persone meno vicine al genere, che si sono lasciate prendere dal ritmo e dall’energia del live fino a entrare pienamente nell’atmosfera del concerto.
Insieme a Davide “Kidd” Angelica, tra chitarra, sintetizzatori e sample, sul palco si sono esibiti Emiliano Pintori alle tastiere, Federico Califano al sax alto, Giovanni Benvenuti al sax tenore, Gabriele Polimeni alla tromba, Alberto Romano al basso e synth bass, Danilo Mineo alle percussioni e Antonio Rapa alla batteria. Un organico ampio che contribuisce alla stratificazione del suono e alla continua alternanza tra dimensione acustica ed elettronica.
La serata dei Kolosso, anche per la grande risposta registrata nell'anfiteatro, ha mostrato quanto questa contaminazione possa funzionare quando il linguaggio musicale riesce a uscire dalla dimensione esclusivamente specialistica e a trasformarsi in un'esperienza collettiva.Il Catanzaro Jazz Fest 2026 arriva oggi al suo ultimo atto. Questa sera, domenica 4 ottobre, il palco del Parco della Biodiversità ospiterà Nicola Conte Group con “Umoja” e la voce di Sera Kalo. Un altro cambio di prospettiva per il concerto che chiuderà la XXVI edizione, attraversando spiritual jazz, free jazz, soul e ritmi africani e afro-caraibici e completando così un percorso finale costruito proprio sulla pluralità dei linguaggi e delle contaminazioni.
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