




di VITTORIO PIO
Nel cartellone del Catanzaro Jazz Fest, il Nico Gori Swing 10Tet incontra Bobo Rondelli e Michela Lombardi per una serata costruita sul rapporto fra jazz, swing e canzone italiana. Un percorso che si muove fra New Orleans e la Versilia, attraversando repertori e atmosfere differenti senza perdere una precisa identità.
Si parte dall'imprescindibile Buscaglione per sterzare con la Vanoni di “La voglia, la pazzia”, poi “Carina”, interpretata da Mattia Donati, e “Estate” di Bruno Martino, proposta in tono colloquiale. Gori sottolinea il tema e orchestra, lasciando spazio agli interventi individuali. È una direzione capace di tenere insieme la dimensione orchestrale e quella più intima, alternando swing e momenti di maggiore raccolta.
Le atmosfere notturne introducono Bobo Rondelli, ribattezzato simpaticamente anche “Bobby Crooner”, personaggio singolare della nostra canzone d’autore. Racconta che Buscaglione è sempre stato il suo eroe e, entrando, scherza: «Metto gli occhiali da sole perché mia moglie non sa che sono qui». Poi attacca “Guarda che luna”. Rondelli gigioneggia, ma ha savoir-faire: sa stare sul palco senza lasciare che l’intrattenitore prenda il sopravvento sul cantante.
“Marinai, donne e guai” arriva con il tempo raddoppiato, seguita da “Che bambola”. Poi “Arrivederci” di Umberto Bindi e “La musica è finita”, con i suoi saliscendi ritmici, quindi “Buonasera signorina” e “Un anno d’amore”. Una sequenza che restituisce il senso di un repertorio nel quale la canzone italiana diventa materia naturale per il trattamento swing del 10Tet.
Rondelli cita anche “Amici miei” e Ugo Tognazzi, aggiungendo al concerto un altro frammento del suo immaginario. C’è poi un passaggio da Disperati, intellettuali, ubriaconi, il disco realizzato con Stefano Bollani: “Quando non ci sei”, con quel «annuso il guanciale che sa ancora di te» e il motivo «ti amo quando non ci sei».
A seguire una splendida ballad firmata da Rondelli, contenuta nell’album Per amor del cielo: “Madame Sitrì”, interpretata con un filo di malizia, in un riuscito dialogo fra voce, chitarra e clarinetto. Prima del finale arriva “Fly Me to the Moon”, in una lettura alla Sinatra.
La serata procede per cambi di registro, tra ironia e swing, fino a “Tintarella di luna”, con il rientro di Michela Lombardi, che riporta la formazione alla sua dimensione corale.
Gori costruisce gli arrangiamenti con misura e lascia respirare i musicisti; Lombardi porta eleganza e precisione; Rondelli aggiunge quella miscela di canto, ironia e teatralità che gli appartiene. Tre sensibilità diverse che sul palco trovano un equilibrio convincente.
Il Catanzaro Jazz Fest prosegue stasera, sabato 3 ottobre, al Parco della Biodiversità Mediterranea, con i Kolosso e il progetto “Over” di Davide “Kidd” Angelica, nuovo appuntamento della rassegna dedicato all’incontro fra jazz, elettronica e linguaggi contemporanei.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797