Catanzaro, l’8 marzo al Centro Sociale Fasano di Catanzaro la presentazione del libro “Pane, amore e Maria” di Rita Parentela

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  06 marzo 2026 08:21

Domenica 8 marzo, alle ore 17, il Centro Sociale Fasano di Catanzaro, in via Scopelliti, ospiterà la presentazione del libro Pane, amore e Maria (Edizioni Vallescrivia), il nuovo lavoro della scrittrice Rita Parentela. L’incontro, che coincide simbolicamente con la Giornata internazionale della donna, rappresenta un’occasione per riflettere sul valore della memoria, sul ruolo delle donne nella storia e sulla forza dei legami familiari che attraversano il tempo.

Nel corso dell’iniziativa dialogheranno con l’autrice la giornalista Maria Rita Galati, la presidente della Fidapa Crotone Rosaria Vazzano, la docente dell’Università della Calabria Francesca Falcone e lo scrittore Marco Angilletti.

L’evento è promosso con il coinvolgimento di Arci Calabria – Comitato regionale, Calabriamente Social Innovation Hub e Movimento Consumatori Catanzaro.

Il libro è il terzo lavoro letterario di Rita Parentela, avvocato del Foro di Catanzaro. Dopo Storia di un compagno dimenticato, dedicato alla figura del nonno Luigi e alla sua esperienza di antifascista, l’autrice sposta questa volta lo sguardo sulla figura della nonna Maria, protagonista di una vicenda familiare che diventa anche racconto collettivo.

Pane, amore e Maria è un romanzo ispirato a una storia reale, rielaborata attraverso la narrazione. Al centro del racconto c’è Maria, donna analfabeta, sarta e madre, che vive nell’ombra di un marito impegnato nella lotta antifascista ma che, con la sua determinazione e la sua forza silenziosa, diventa il vero pilastro della famiglia.

Attraverso il suo sguardo, il libro racconta la Resistenza da una prospettiva diversa rispetto a quella più nota dei grandi eventi politici: è la Resistenza delle case, delle cucine, della quotidianità segnata dalla fame e dalla paura. Mentre Luigi combatte per la libertà collettiva, Maria combatte ogni giorno per la sopravvivenza della famiglia, affrontando sacrifici, privazioni e la costante minaccia della repressione.

Nel corso della storia emerge il ritratto di una donna che, pur partendo da una condizione di marginalità sociale, trova il coraggio di affermare la propria dignità. Maria impara a scrivere il proprio nome, sogna per le figlie un futuro diverso e sfida i pregiudizi di una società profondamente patriarcale. Fino alla scelta, rischiosa e consapevole, di offrire rifugio a una famiglia ebrea perseguitata dal regime.

La figura di Maria diventa così simbolo di tutte quelle donne che, lontane dai riflettori della storia ufficiale, hanno sostenuto le proprie famiglie e contribuito, spesso in silenzio, alla costruzione di una società più libera.


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