Catanzaro, l’allarme sul cimitero urbano: “Un luogo della memoria diventato simbolo del degrado cittadino”

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  03 agosto 2026 18:16

Il grado di civiltà di un popolo,scriveva il Foscolo, lo si desume dal rispetto verso i morti. Se questo è vero, allora a Catanzaro non siamo messi bene. Un paio di giorni fa sui social si apprendeva che un'anziana Signora nel Cimitero

Urbano della nostra Città riscontrava vicino alcune tombe un Soggetto che seraficamente su di un fornello con un pentolone stava cucinando un pollo, e allibita cercava un Custode ma invano .....continuava a chiedersi se tutto ciò è normale in un luogo sacro. Il giorno successivo il dr.Emanuele Cannistrà già responsabile cimiteriale, in un articolo apparso sul Quotidiano "La Nuova Calabria" si domandava se cucinare e dormire nel cimitero fosse vero, poiché in tal caso sarebbe una sconfitta per tutta la Città.

Sulla Nuova Calabria anche Don Andrea Perrelli Cappellano del Cimitero Urbano manifestava profondo stupore e sconcerto per quanto avveniva nel nostro Camposanto, l'odore nauseabondo di un pollo arrostito, e il bivaccare tra le tombe fosse cosa lecita. Addirittura vox populi afferma che questo Soggetto dorma anche vicino la Chiesa posta all'interno dell'area cimiteriale.

Il nostro Cappellano ha da tempo immemore alzato la sua voce in difesa dei Dormienti, perché Essi albergano nel suo cuore, sono il sangue pulsante che scorre nelle sue vene.

Ma purtroppo con sommo rammarico la sua è stata una" vox clamantis in deserto" che è rimasta inascoltata come "il fischietto di S. Vitaliano". Alla fine dei tempi nessuno troverà appello d'innocenza innanzi al Signore. Un abisso è il cuore dell'uomo. Di esso dice Geremia: Malvagio è il cuore dell'uomo e insondabile chi lo conoscerà ?(ger.17,9).

Mons. Perrelli combatte e invoca nella giusta battaglia tutte le Istituzioni preposte al rispetto della legge e al vivere civile, ma purtroppo in molti sono afflitti da un male incurabile: la cecità dell'anima.

E' innegabile che ci troviamo innanzi ad una intrusione non autorizzata in un luogo pubblico protetto, perché mangiare e dormire all'interno del Cimitero viola le disposizioni sull'uso corretto e decoroso dell'area cimiteriale(dpr 285/90 , art.633 c.p. ecC)

Sig. Sindaco oltre a tante altre problematiche, che lo scrivente, molti Cittadini ed anche illustri Sindaci che la precedettero, amministratori hanno segnalato con articoli stampa da piu tempo la gravità in cui versa il Cimitero, e che non ha mai trovato soluzione definitiva da parte di Codesta Amministrazione Comunale, oggi si rileva questo ulteriore fatto inconcepibile. Se si pensa di poter andare al Cimitero di Piazzale RATTA' a piangere un amico o un parente in tranquillità, avere un momento di intimità profonda davanti a quel che resta di una persona cara, beh a Catanzaro questo sta diventando difficile. Il senso della precarietà e della provvisorietà, che inevitabilmente alludono alla decadenza e alla morte, è massimamente evidente nel nostro Cimitero. Quando si passa dal mondo virtuale a quello reale, le cose stanno in modo profondamente diverso. Il Cimitero, i Cimiteri della nostra Città non sono solo un luogo di sepoltura: sono la memoria civile di una Città, lo spazio in cui una comunità custodisce la propria storia. Il Cimitero urbano è diventato un simbolo potente del declino di Catanzaro.

Le tombe e i monumenti funebri, un tempo curati e riveriti, ora si ergono come guardiani silenziosi in mezzo ad una vegetazione non curata, a scale rotte, marmi divelti, a luci eterne funzionanti a fasi alterne, a cani randagi che pascolano tranquillamente tra le tombe e altro ancora....

I Cittadini che ivi si recano, riscontrano un malinconico declino da testimoni silenti.

Signori Amministratori son tante le cose che non vanno in questo Capoluogo di Regione che ormai da tempo ha perso l'abito della domenica, ma date un senso a questa storia cimiteriale. Vasco Rossi diceva con il suo grande successo, Un senso :"Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l'ha. Vasco ha proprio ragione : bisogna dare un senso a questa storia, ma la Storia con la esse maiuscola.

Vien voglia di gridare il re è nudo" , vien voglia di usare parole aspre"lo sfascio", parola che può essere tacciata di qualunquismo, parola che sembra nascondere la voglia di sparare nel mucchio. Il tempo scorre velocemente e molti cittadini come me in Città sperano e attendono una risoluzione positiva almeno di quest’ultimo accadimento.

Lotteremo e lo faremo con la forza che rifulse nei ragazzi di Buda nel lontano 1956 in Ungheria, parimenti alla gioventù boema del 1968 in Cecoslovacchia. Attenderemo il nuovo anno sognando una Catanzaro all'altezza della sua storia prestigiosa e degli Uomini e Politici che la resero tale, "veglieremo le notti, le notti di cento e più mesi attendendo l'alba radiosa di una nuova primavera".

Chi governa questa Città, ricordi che la democrazia non è solo una forma di governo, non è soltanto ciò che è scritto nella Costituzione. E' un concetto dell'esistenza che si basa sulla fiducia negli uomini, nell'umanità, nella natura umana.

Dott. Girolamo Galluccio già Comandante Polizia Locale di  Catanzaro