Catanzaro, l'arte circense e la storia intensa della famiglia Marsico

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images Catanzaro, l'arte circense e la storia intensa della famiglia Marsico
Bruno e Giuseppe Marsico e l'arte dell'acrobazia al trapezio negli anni '50/'60. (Foto: Copyright Famiglia Marsico)

Dalle grandi piste degli anni '50 alle giostre di Catanzaro Lido: la vicenda di un lignaggio storico, la battaglia per lo spazio a Giovino e l'amarezza per un presidio sociale oggi sotto sequestro.

  16 ottobre 2026 08:46

di SHARON LOMANNO

In Italia, l'arte di far sorridere le famiglie e abitare la strada ha nomi e volti ben precisi. Quello di Antonio e William Marsico, insieme alla loro famiglia, traccia le linee di un lignaggio storico e prezioso, legato a doppio filo al circo e allo spettacolo viaggiante: un mestiere d'altri tempi che oggi rischia di scomparire sotto il peso della burocrazia e delle logiche urbanistiche.

La storia affonda le sue radici tra gli anni '50 e '60. Bruno, abile acrobata e trapezista italiano, incontra Susan, giovane ballerina e soubrette arrivata a lavorare in Italia direttamente da Londra. Tra le luci della pista e i viaggi sotto il tendone nasce l'amore. Da questa unione nascono i figli, cresciuti in un ambiente dinamico e itinerante che ha insegnato loro la flessibilità, l'arte del problem solving, la responsabilità e la capacità costante di mettersi al servizio e in ascolto del pubblico.

Nel 1972, spinti dal desiderio di radicarsi pur mantenendo la propria anima aperta al viaggio, Bruno e Susan scelgono la Calabria per avviare quella che diventerà una tradizione storica: le giostre per bambini. Dalle feste patronali e dai festival locali della regione si stabiliscono poi a Catanzaro Lido, vicinissimo al lungomare e allo storico bar Marrone Glacé. Con il tempo, la famiglia si espande toccando anche Murano, Soverato e Crotone, creando nuclei distinti ma accomunati dallo stesso ceppo familiare e dalla medesima dedizione per l'intrattenimento dei più piccoli.

A Catanzaro Lido, nella zona di Giovino, Antonio Marsico e suo fratello William — socio ed erede della medesima passione — hanno gestito per decenni un luogo diventato un punto di riferimento insostituibile per turisti, residenti e intere generazioni di ragazzi. Un'area di cui i fratelli Marsico si prendevano e si prendono cura con costante manutenzione e profondo rispetto per gli alberi della pineta circostante, integrando le giostre in un contesto verde e custodito. In passato, la famiglia era stata invitata dall'amministrazione locale a stazionare in quest'area in attesa che venisse completata la sistemazione definitiva al Parco Gaslini. Quel luogo promesso non è mai arrivato, ma i Marsico hanno saputo trasformare un'attesa in una risorsa fondamentale per la comunità.

Oggi la giostra è stata chiusa dal Comune di Catanzaro. Risulta sotto sequestro per consentire l'avvio dei sopralluoghi tecnici e verificare se il Palatennis internazionale possa essere realizzato proprio in quest'area. Tutti i bambini del quartiere piangono l'uscita di scena dell'unica realtà di gioco pensata per la fascia d'età dai 3 ai 13 anni.

Tuttavia, i numeri e le normative tecniche sollevano rilevanti interrogativi sulla sostenibilità dell'intervento. Secondo le direttive della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) e gli standard internazionali (ITF), un singolo campo da tennis per competizioni internazionali richiede una superficie complessiva di circa 670–700 metri quadrati, considerando la superficie di gioco (23,77 × 10,97 metri) e le fasce di rispetto obbligatorie (almeno 6,40 metri a fondo campo e 3,65 metri ai lati). A questi si aggiungono spogliatoi, spalti, varchi di accesso, aree hospitality e ampi parcheggi. Un complesso idoneo a ospitare tornei internazionali con più campi (fino a 21) necessita di una superficie minima variabile dai 35.000 ai 50.000 metri quadrati (tra i 3,5 e i 5 ettari), uno spazio immenso e del tutto sproporzionato rispetto alle aree attualmente assegnate alla struttura ricreativa.

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Resta quindi un interrogativo aperto per la comunità e le istituzioni: perché trattare da abusivi chi vanta una tradizione storica di ben 54 anni a Catanzaro Lido? Perché non facilitare e valorizzare il progetto di Antonio e William Marsico, volto a creare un parco giochi ancora più bello, sostenibile e inclusivo, anziché tentare di soffocare un presidio sociale che funziona per far posto a progetti che richiederebbero una superficie decine di volte superiore? I genitori e i bambini di molte epoche diverse hanno gioito del savoir-faire della famiglia Marsico, ed è da questo patrimonio umano e culturale che una città dovrebbe custodire.

Confronto Tecnico e Sostenibilità degli Spazi

Parametro Valutato

Parco Giostre Marsico

Palatennis Internazionale

Superficie del lotto

2 aree individuate:
1.924 m² e 2.376 m²

35.000 m² – 50.000 m²
(fino a 5 ettari)

Impatto e Presidio

Integrazione con la pineta e cura del verde

Richiesta imponente di parcheggi e viabilità