Catanzaro, l'incontro su "Bullismo e violenza di genere" chiude le Giornate della Legalità

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  07 novembre 2025 17:42

di GAETANO MARCO GIAIMO

Si sono concluse questa mattina a Catanzaro le "Giornate della Legalità", l'iniziativa dall'alto valore civile e culturale dedicata alla diffusione della cultura del rispetto, dell'etica, della trasparenza e della civiltà attiva voluta fortemente dalla collaborazione tra Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e Polizia di Stato del capoluogo. Due giorni che, oltre ad aver portato in città la Renault 4 rossa in cui fu ritrovato il 9 maggio 1978 il corpo dell'on. Aldo Moro, in un evento unico per quanto riguarda l'Italia perché espone al pubblico la vettura per la prima volta in una sede istituzionale, hanno voluto centrare l'attenzione sui giovani con due convegni rivolti alle scuole.

 

La giornata di ieri è stata dedicata interamente alla figura dell'ex Presidente del Consiglio con il dibattito dal titolo "L'eredità morale di Aldo Moro - Sicurezza, etica, dialogo per l'umanesimo nell'economia e nella società". Oggi invece, alla presenza degli studenti dell'Istituto Tecnico Tecnologico "E. Scalfaro" e del Liceo Classico "P. Galluppi" di Catanzaro, si è parlato di "Bullismo e violenza di genere - Educazione al rispetto e alla responsabilità". L'incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali del Questore del Capoluogo, Giuseppe Linares: "La macchina che avete potuto vedere qui sotto fa parte di una storia che si è conclusa con la morte di un uomo buono. Le giornate come questa servono perché tante ragazze avrebbero potuto salvarsi comprendendo quanto siano forti e quanto invece siano spregevoli certi ragazzi che provano a controllarle. Noi vogliamo prevenire anticipando la soglia di tutela: lo scopo degli interventi di oggi è far sì che da questa sala escano soggetti che scelgano la legalità. Siate sempre consapevoli che la polizia è accanto a voi".

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A fargli seguito è stato il Presidente della Camera di Commercio di CZ-KR-VV, Pietro Falbo: "Il sistema delle istituzioni va in direzione opposta a quello criminale e abbiamo voluto organizzare queste giornate perché abbiamo realizzato che, mentre quando noi eravamo ragazzi si studiavano i fatti risalenti a trent'anni prima, oggi non si studia la storia d'Italia avvenuta cinquant'anni fa. Imparate ad essere importanti per voi stessi e per gli altri mantenendo un comportamento etico perché è questo che fa la differenza e vi rende riconosciuti e riconoscibili per ciò che fate". La dottoressa Giulia Ceravolo, Commissario Capo della Polizia di Stato, ha poi introdotto gli argomenti di discussione: "Oggi vogliamo farvi cambiare prospettiva e darvi un'idea diversa della Polizia. Il nostro compito è prevenire ciò che può accadere e vi segnaleremo campanelli d'allarme per riconoscere alcune situazioni spiacevoli. Il nostro lavoro serve a fare in modo che tutti possano stare bene in società". 

Spazio poi al primo intervento, con il Commissario Capo - Dirigente Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, Giuseppe Travagliante, a discutere le tematiche relative al cyberbullismo: "Parlare di bullismo significa prestare attenzione al modo in cui scegliamo di vivere insieme. Il bullo spesso si poggia su un gruppo silenzioso di spettatori indifferenti ed è proprio questo il primo punto su cui riflettere: qual è il vostro ruolo in una dinamica di bullismo?". La disamina del Commissario Travagliante ha toccato diversi punti, soffermandosi poi sull'aspetto virtuale: "Una volta le condotte erano limitate allo spazio scolastico ma, con l'avvento degli smartphone, la vittima viene perseguitata anche nelle mura domestiche, lo spazio in cui dovrebbe essere più al sicuro. Per questo, il legislatore ha creato un provvedimento esclusivo del Questore, l'ammonimento: esso ha finalità preventiva e viene richiesto dalla vittima di atteggiamenti persecutori; chi lo riceve viene inserito in percorsi di rieducazione e risocializzazione affinché non reiteri i comportamenti o sfoci in atti più gravi". Nel corso della relazione, Travagliante ha anche spiegato il funzionamento di Youpol, un'applicazione che permette alle vittime di violenza domestica e bullismo o a chi vuole segnalare lo spaccio di sostanze stupefacenti di poter contattare 24/7 la Polizia di Stato, anche in forma anonima. Dopo aver parlato della campagna di sensibilizzazione Cuori Connessi, che è culminata con la realizzazione di un sito internet con all'interno materiale didattico per i docenti dedicato al fenomeno del cyberbullismo, è stato dato spazio a Stefania Perrotta, Vice Ispettore - Squadra Mobile- Sezione reati contro la persona, che ha discusso della violenza di genere.

"Si tratta di una forma di abuso e discriminazione che mira a creare un rapporto di potere e controllo da parte dell'autore del reato sulla vittima e, purtroppo, la violenza sulle donne risulta il fenomeno preponderante in questo momento storico". Dopo una spiegazione dei diversi tipi di violenza che si possono subire, il Vice Ispettore Perrotta ha spiegato come si siano create nel tempo corsie preferenziali per indagare su questi reati e reti di collaborazione con i centri antiviolenza perché "serve essere capaci di entrare in empatia con le vittime di questi reati, non basta trattare i casi come pratiche sulle scrivania. Quando iniziate a vedere i segnali d'allarme, venite da noi, anche se si tratta di vostri amici: spesso la vittima non riesce ad essere lucida quando subisce abusi". Il Vice Ispettore -Ufficio controllo del territorio, Vincenzo Varano, si è soffermato nuovamente sull'ammonimento, spiegandone altre funzionalità per poi ribadire: "È inutile però creare queste misure di prevenzione se poi chi può denunciare non lo fa: c'è bisogno del vostro aiuto perché solo così si possono ottenere risultati". La chiusura dell'incontro è stata affidata ad Antonella Mancuso, Presidente del Comitato per l’Imprenditorialità Femminile della Camera di Commercio: "Mi auguro con tutto il cuore che non debbano più esistere organi come il mio perché la libertà della donna è qualcosa di naturale. La violenza di genere può partire anche da una risata a una battuta fuori luogo: il coraggio sta anche nel fermare questa catena e dire 'Io non ci sto'. Sono felice che oggi la platea sia prettamente maschile perché le donne sanno già quanto siano deplorevoli certi atteggiamenti: mi auguro che uscendo da questa stanza possiate decidere di costruire e non dividere". Dopo un ulteriore ringraziamento per l'attenzione e un invito ai ragazzi a ricordare che gli agenti sono sempre a loro disposizione, l'iniziativa è terminata: in questi due giorni, la Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e la Polizia di Stato di Catanzaro hanno voluto rinnovare l’impegno a favore della diffusione di una cultura della legalità condivisa e partecipata, che è condizione indispensabile per lo sviluppo sostenibile, la crescita economica e il benessere della comunità.


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