Catanzaro, la Camera penale al Csm: "Perri e Scuteri si sono sempre distinti per serietà, professionalità, competenza"

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Il presidente e il segretario della Camera penale di Catanzaro, Valerio Murgano e Francesco Iacopino

"Sotto accusa" un'intercettazione  che fa riferimento ad una cena a casa dell'avvocato Giancarlo Pittelli dove hanno partecipato anche i due togati

  25 giugno 2022 11:59

"Come penalisti catanzaresi, abbiamo avvertito “l’esigenza morale di rappresentare alla I Commissione e al CSM che i dottori Giuseppe Perri e Pietro Scuteri, come già ben evidenziato dal Presidente della Corte di appello di Catanzaro Dott. Domenico Introcaso, nei 20 anni di esercizio delle loro funzioni giudiziarie, in tutte le sedi fino ad oggi occupate, si sono sempre distinti per serietà, professionalità, competenza e spirito di sacrificio, esercitando il ministero loro affidato nel pieno rispetto dei valori di indipendenza e di imparzialità".

Lo  scrive Il Direttivo della Camera penale di Catanzaro - presidente  Valerio Murgano; segretario: Francesco Iacopino , "dopo aver appreso , letto il verbale della seduta del C.S.M. dell’ 8 giugno scorso, che il procedimento amministrativo avviato ex art. 2 del R.D. n. 511/1946, nei confronti dei Magistrati Dott. Pietro Scuteri e Dott. Giuseppe Perri, attualmente in servizio nella Sezione civile della Corte d’appello di Catanzaro, non si è concluso con l’archiviazione del procedimento, come proposto dalla I Commissione, bensì con la restituzione degli atti alla stessa Commissione per lo svolgimento di ulteriore attività istruttoria".

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"Sotto accusa" un'intercettazione  che fa riferimento ad una cena a casa dell'avvocato Giancarlo Pittelli dove hanno partecipato anche i due togati.

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"Dalla lettura del medesimo verbale si evince che la I Commissione, nella propria proposta di archiviazione, aveva precisato (sia consentito, condivisibilmente) che “nella fattispecie in esame non  emergono  circostanze di fatto dalle quali ritenere che, all’attualità, si debba procedere al trasferimento d’ufficio dei dottori Giuseppe Perri e Pietro Scuteri per incompatibilità ambientale e/o funzionale ai sensi dell’art. 2 del regio decreto n. 511/1946”, non solo perché “le condotte accertate […] risultano prive di rilievo penale e (per quanto risulta) di rilievo disciplinare”, ma anche perché, sebbene “poss(a)no astrattamente rilevare in questa sede come mera circostanza di natura obiettiva e incolpevole, idonea ad appannare l’immagine del dott. Perri e del dott. Scuteri quali magistrati indipendenti e imparziali, nella sostanza e nella percezione sociale […] il trasferimento a domanda di entrambi i magistrati interessati al settore civile della stessa Corte d’appello” costituisce “un elemento di novità significativo perché elide del tutto, o comunque attenua in maniera significativa e decisiva, il predetto appannamento”.

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"Ed ancora, “che il trasferimento dei due magistrati al settore civile sia idoneo a far venir meno la sussistenza di un effettivo e
concreto pregiudizio per la loro indipendenza e imparzialità è, del resto, dimostrato dalla stessa formulazione della contestazione notificata ai due interessati”, dal momento che “è la stessa contestazione che correla il vulnus all’indipendenza e all’imparzialità dei due magistrati in relazione alle funzioni da loro svolte nel settore penale”. Nella richiamata seduta dell’8.6.u.s., su proposta del relatore Cons. Benedetti, si è invece sostenuta l’esistenza di “circostanze oggettive tali da determinare una caduta nell’immagine di imparzialità ed indipendenza dei magistrati e da rendere impossibile la prosecuzione dello svolgimento delle funzioni, seppure civili, nella sede occupata, Corte di appello di Catanzaro”.

"Non è intenzione, chiaramente, della Camera territoriale ingerirsi nel procedimento de quo, avviato ex art. 2 del regio decreto n. 511/1946. Nondimeno, poiché la suddetta norma “mira a garantire un esercizio indipendente e libero della funzione giurisdizionale e va applicata quando si sia determinato un appannamento dell’indipendenza e dell’imparzialità del magistrato (anche dell’immagine di indipendenza ed imparzialità del magistrato) nella sede o nella funzione rivestita; appannamento che mina alla radice quel rapporto fiduciario che deve esistere tra il magistrato, l’ambiente lavorativo e la cittadinanza”, i penalisti catanzaresi avvertono l’esigenza morale di rappresentare alla I Commissione e al CSM che i Dottori Giuseppe Perri e Pietro Scuteri, come già ben evidenziato dal Presidente della Corte di appello di Catanzaro Dott. Domenico Introcaso, nei 20 anni di esercizio delle loro funzioni giudiziarie, in tutte le sedi fino ad oggi occupate, si sono sempre distinti per serietà, professionalità, competenza e spirito di sacrificio, esercitando il ministero loro affidato nel pieno rispetto dei valori di indipendenza e di imparzialità. I Dottori Perri e Scuteri sono sempre stati magistrati “modello”, nella sostanza e nella percezione sociale, liberi da qualsivoglia forma di influenza, fedeli alla Repubblica e alla Costituzione, che hanno onorato la Toga indossandola con grande equilibrio e autentico spirito di servizio".

"Mai, in alcun modo, essi hanno appannato, né ieri né oggi, la loro immagine di giudici irreprensibili. Nessuna perdita del rapporto fiduciario con l’ambiente giudiziario e sociale può essere fondatamente sostenuta, dal momento che la percezione esterna dei due magistrati, e della loro immagine, è sempre stata ed è quella dell’esercizio, serio e credibile, delle funzioni giudiziarie loro assegnate.
Tanto per il rispetto che esige il dovere di verità"

 

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