
di ENNIO CURCIO
In questi giorni è "partito", sui social, uno spot ben realizzato che pubblicizza un evento che si svolgerà per l'ennesima volta in settembre a Catanzaro e che prende il nome di "La cena straordinaria". Per i pochi che ancora non lo sapessero, si tratta di una bellissima tavolata bianca lunga centinaia di metri per accogliere mille commensali, allestita proprio tra le vie del cuore del centro storico, che vede impegnati gli chef stellati calabresi nel preparare pietanze prelibate a favore dei commensali. Per sedersi a gustare le prelibatezze, bisogna peró versare, anche giustamente, una somma che non è alla portata di tutti ! Il ricavato, tolte le spese vive che non sono poche, viene interamente versato in beneficienza a favore di associazioni no- profit che aiutano i bambini meno fortunati. Ad impreziosire tanta bellezza, anche d'intenti, non manca la musica da "camera" con un trio o quartetto che suona melodie piacevoli. Insomma, è tutto veramente elegante e piacevole da vedere anche per chi, passando da mero spettatore, si "gusta" lo spettacolo.
Epperò, con buona pace di chi non consente nessuna osservazione, neanche quando essa vuole essere "costruttiva", la cena così com'è organizzata non è "inclusiva" ! Non suoni come una critica, specie nei confronti degli organizzatori e dei commensali, ma quando il "ristorante" viene allestito su suolo pubblico, allora, bisogna pensare a tutti, anche a quelli che vorrebbero partecipare, rapiti da tanta bellezza, ma non possono permettersi l'evento. Una soluzione ci sarebbe e non costerebbe nulla agli organizzatori. Se da un lato ci sarà chi è seduto deliziandosi il palato in buona compagnia, al contempo si predisponga in piazza prefettura il palco per i musicisti, con posti a sedere gratuiti, perché si possa "nutrire", gratuitamente e per tutti, anche lo spirito con la musica. Si eviterebbe cosi, pur senza colpa, di far sentire "esclusi" i meno fortunati concittadini che, purtroppo, vivono la loro quotidianità come "straordinaria", viste le ristrettezze economiche del momento.
Costruiamo tutti insieme una città bella ma solidale in cui nessuno viene lasciato indietro o escluso, creando uno spirito di comunità e attenuando le fisiologiche differenze economiche, senza "mortificare" chi non può, ma invece offrendogli il nutrimento dello spirito, non meno importante di quello del corpo. Ecco, allora, come una meritevole cena solidale diventa "straordinaria", anche per tutta la cittadinanza.
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