Catanzaro, "La Giustizia che incontriamo ogni giorno": Libreria Coriolano accende il focus sul referendum

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  10 marzo 2026 21:31

di GAETANO MARCO GIAIMO

Una giornata di riflessione dedicata al referendum sulla Riforma della Giustizia per cui si andrà alle urne i prossimi 22 e 23 marzo ha riunito numerosi interessati all'interno della Libreria Coriolano di Corso Mazzini, a Catanzaro. "La Giustizia che incontriamo ogni giorno: la Riforma osservata dal mondo della tutela" è stato il titolo dell'incontro promosso dal comitato "Giusto dire No" e al quale hanno preso parte personalità del mondo giuridico, sociale e accademico. L'ampia partecipazione ha sottolineato l'interesse della cittadinanza verso un tema molto attuale e sul quale è necessario fare chiarezza: "stare a guardare senza capire le ragioni di tutti, in campi destinati ad incidere nella vita di ciascuno, non è desiderabile", recita l'invito all'evento, che manifesta la volontà della Libreria Coriolano di dar spazio alle motivazioni del e del No nei prossimi giorni con manifestazioni simili.

Dopo una breve introduzione del giornalista Raffaele Nisticò, la parola è passata al moderatore della serata, Giancarlo Rafele, Presidente della cooperativa sociale Kyosei, che ha osservato come "Le cooperative sociali devono essere apartitiche, ma devono occuparsi di politica perché fa parte dell'inseguire l'interesse generale del perseguire il bene comune". È stato Rafele a far scorrere la discussione volgendo domande alle tre relatrici che hanno sapientemente elaborato sui vari argomenti trattati. Dopo aver messo in luce le differenze tra Pubblico Ministero e Giudice, il Sostituto Procuratore di Catanzaro, Gabriella Viscomi, ha evidenziato la necessità di "non fare confusione sulla vicinanza tra i due ruoli: in comune abbiamo la cultura della giurisdizione". 

A farle seguito è stata Adele Ferraro, Presidente della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Catanzaro: "Incarno la quintessenza di tutti i mali, perché io sono stata un avvocato penalista, ho svolto le funzioni di pm per 12 anni, sono passata a fare il giudice civile, il giudice della famiglia per altri 8 anni, poi ho fatto per 5 anni il giudice in Corte d'appello, mi sono occupata di affari civili, penali e amministrativi e adesso mi occupo di affari civili a Catanzaro. Il magistrato giura sulla Costituzione e la Costituzione è volta alla tutela dei diritti di tutti". Il magistrato si è espressa in maniera apertamente contraria sull'iter affrontato dalla Riforma, dando poi la propria idea: "Se cominciamo a dividere il Consiglio Superiore della Magistratura, sicuramente quest'organo si indebolisce e quindi diviene maggiormente attaccabile e controllabile. La separazione delle carriere viene venduta come la ragione di questa riforma perché è uno slogan che sollecita il ricordo di un passato recente, nel quale ci si rifaceva al progetto di Licio Gelli. La giustizia è rappresentata come dea bendata perché quella è la garanzia dell'imparzialità e dell'indipendenza".

Rossella Marzullo, docente di Pedagogia dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha portato il suo contributo: "Il diritto e la tutela dei diritti serve alla minoranza, non serve alla maggioranza, anche perché molto spesso la maggioranza ne può fare a meno. Senza un giudice libero, chi è più fragile ha certamente maggiore possibilità di vedere annullata quella posizione che il costituente ha immaginato per chi è più debole". La discussione ha poi spaziato su vari temi legati alla Riforma, dalla magistratura come stimolo per la legge civile fino a come la decostruzione della verità porti a una sfiducia in qualsiasi voce e a un generale "non credere più a nulla" di tutta la popolazione.

Numerosi anche gli interventi e le curiosità espresse dal pubblico, che è stato quanto mai parte integrante di una discussione accesa ma rispettosa e soprattutto volta a diffondere maggiore consapevolezza sul testo referendario. Ferraro ha rimarcato la necessità di intervenire su aspetti della Giustizia che hanno priorità maggiore delle materie della Riforma; Viscomi ha messo in evidenza che "spesso si identificano i problemi della Giustizia con la persona del magistrato"; Marzullo si è detta fiduciosa del voto dei giovani "perché sono curiosi, attenti e interessati". "Negare la possibilità di voto ai fuorisede", ha chiuso Ferraro, "rappresenta un gesto sprezzante verso la Democrazia". La Libreria Coriolano ha manifestato in più occasioni la volontà di accogliere, presto, anche le ragioni del , per poter offrire un dibattito completo su un argomento tanto complesso e sul quale ognuno sarà chiamato a esprimere il proprio, necessario e decisivo, punto di vista tra poco più di dieci giorni.


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