Catanzaro. La maggioranza: "Museo del Mediterraneo di Reggio finanziato da Franceschini, perché Fiorita non chiama in causa i suoi sodali?"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro. La maggioranza: "Museo del Mediterraneo di Reggio finanziato da Franceschini, perché Fiorita non chiama in causa i suoi sodali?"
Le luci di Palazzo De Nobili nelle stanze dove si è tenuta la riunione di maggioranza

La nota porta in calce le firme dei capigruppo di maggioranza Giuseppe Pisano (Catanzaro con Abramo), Roberta Gallo (Forza Italia), Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Andrea Amendola (Obiettivo comune).

  04 maggio 2021 19:41

E' di ieri il commento del leader di Cambiavento, Nicola Fiorita, circa il finanziamento ottenuto dalla città di Reggio Calabria per la realizzazione del Museo del Mediterraneo.

LEGGI QUI

Banner

Nota a cui non tarda ad arrivare una risposta da parte dei capigruppo di Maggioranza al Comune, in particolare Giuseppe Pisano (Catanzaro con Abramo), Roberta Gallo (Forza Italia), Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Andrea Amendola (Obiettivo comune) e Lorenzo Costa (Officine del Sud).

Reca infatti, in calce, la loro firma, la nota diffusa alla stampa con cui si controbatte a Fiorita, chiedendogli di "chiamare in causa i suoi sodali a Roma" poichè il Museo del Mare è "finanziato dal piddino Franceschini".  

Banner

“Non avremmo voluto esprimerci in merito alla notizia del finanziamento ottenuto dalla città metropolitana di Reggio Calabria per il museo del mare per non correre il rischio di cadere nella solita trappola del mero campanilismo. -si legge nella nota- Invece, c’è chi, alla ricerca di un rinnovato attivismo politico, checché ne dica, ribalta in modo strumentale una notizia assolutamente positiva per la nostra regione, mettendo in cattiva luce l’amministrazione di Catanzaro che si è battuta negli ultimi anni per portare avanti un progetto del medesimo genere. Ci riferiamo al già candidato sindaco Nicola Fiorita che, probabilmente accecato dall’ambizione di un posto al sole sotto il grande cappello del Pd, prende come spunto l’inserimento del progetto di Reggio Calabria tra gli interventi strategici, inseriti dal ministro per i Beni culturali, il piddino Franceschini, nel Piano per i Grandi attrattori culturali".

"Un progetto che, originariamente, era previsto all’interno dei CIS – alla stessa stregua di quanto programmato anche dalla città di Catanzaro - e, poi, sbloccato grazie all’intervento del ministro. Fiorita parla di “inconsistenza della rappresentanza locale” catanzarese. -si legge ancora- Peccato, perché di questa stessa rappresentanza ha fatto parte anche lui nell’arco della consiliatura in corso, partecipando alle discussioni in fase di proposta del Museo del mare a Catanzaro, ma senza aver mai coinvolto o sensibilizzato i referenti politici del suo stesso colore. Questi ultimi avrebbero potuto dare una mano a livello nazionale, su questo e tanti altri argomenti, considerando anche il fatto che il centrodestra catanzarese non abbia potuto esprimere nessun parlamentare tra le file della maggioranza".

"Perché Fiorita, nel suo ragionamento, non chiama in causa la deputazione che avrebbe dovuto difendere gli interessi di Catanzaro, in primis il “suo” referente Antonio Viscomi? Non pensa, Fiorita, che la città sia “isolata dal contesto nazionale”, come afferma, proprio per l’assenza di una rappresentanza forte a Roma? Perché Fiorita non dice nemmeno una parola sui risultati che l’amministrazione Abramo, a dispetto delle altre province, è riuscita a strappare? Ci riferiamo, - parlando ancora, ad esempio, di Reggio Calabria – alla metropolitana di superficie che nel Capoluogo sarà pronta tra un anno, mentre la Città dello Stretto, a cinque anni dalla firma del protocollo, si è vista revocare 100milioni di fondi destinati alla mobilità dalla Regione Calabria. Catanzaro, ancora, è stata l’unica a rendicontare i progetti di Agenda Urbana, per 32 milioni di euro, mentre le altre amministrazioni sono ferme al palo".

"Ci sembra, dunque, che il suo discorso sia pretestuoso e alimentato solo dalla necessità di accreditarsi politicamente sotto la stella del Pd, -conclude la nota-  tirando fuori qualche notizia da commentare per un proprio tornaconto. Facile svegliarsi ora dopo mesi di torpore: l’impegno politico lo si deve praticare ogni giorno sul campo, non a parole, mettendoci la faccia per difendere la città con risultati tangibili”.

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner