Catanzaro, la Prefettura gli nega il porto d'armi: guardia giurata vince al Consiglio di stato e lo ottiene

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  13 febbraio 2026 11:15

La Prefettura di Catanzaro ha negato ad una guardia giurata il rilascio del titolo ai fini del porto d’armi impedendo, conseguentemente, alla stessa di poter lavorare. 

Il Consiglio di Stato, a cui la guardia giurata si è rivolta, attraverso l’Avv. Francesco Pitaro, dopo la sentenza del Tar Catanzaro, ha accolto l’appello e annullato il provvedimento negatorio della Prefettura di Catanzaro.

Nell’appello al Consiglio di Stato l’Avv. Francesco Pitaro ha sostenuto la illegittimità del provvedimento di rigetto della Prefettura di Catanzaro e censurato il detto atto negatorio anche sotto il profilo del difetto di motivazione e di istruttoria. In buona sostanza, non baste dire che un soggetto è inaffidabile, ha dedotto l’Avv. Francesco Pitaro, ma occorre che la Prefettura spieghi le ragioni a sostegno della presunta inaffidabilità del soggetto.

Il Consiglio di Stato con decisione pubblicata oggi a seguito della discussione del 12/2/2026 ha accolto l’appello dell’Avv. Francesco Pitaro sostenendo che “La sostanza del costrutto critico dell’impugnativa ruota, dunque, intorno alla forzata valorizzazione da parte della Prefettura di un indizio isolato e intrinsecamente debole sul quale tuttavia l’Autorità competente avrebbe potuto e dovuto svolgere più ponderati approfondimenti e valutazioni …il giudizio di inaffidabilità espresso dalla Prefettura appare effettivamente essersi venuto ad estrinsecare in un mero ‘sospetto’”.

“Si esprime soddisfazione - afferma l'avvocato Pitaro - per la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto in toto l’appello affermando il principio per cui non può essere negato un titolo richiesto sic et simpliciter ma l’atto negatorio deve essere frutto di un’attenta istruttoria e analisi e deve essere puntualmente motivato al fine di spiegare le ragioni per le quali si ritiene un soggetto non affidabile”.


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