Catanzaro, la realizzazione del nuovo ospedale rischia di finire nel libro dei...sogni: la politica che fa?

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro, la realizzazione del nuovo ospedale rischia di finire nel libro dei...sogni: la politica che fa?
Antonio Ionà

  07 maggio 2026 13:57

La costruzione del nuovo Ospedale di Catanzaro: dove, quando e come realizzarlo: in seno alla politica- purtroppo spesso inconcludente- il dibattito è iniziato. Coinvolge tutto l’apparato partitico e movimentista. E quel che è più preoccupante sono le diversità di…vedute in seno agli stessi. Tante voci nel coro. E così si genera, attorno all’importante tematica- che richiederebbe serietà(?)- una sorta di caos.

Oggi registriamo una nota pervenuta da Antonio Ionà,  componente della Commissione provinciale di Garanzia del Pd. Questo il testo integrale.

"Il caso del nuovo ospedale di Catanzaro è talmente ben orchestrato che più che un progetto sanitario sembra un numero d’illusionismo: mentre tutti discutono di fantomatici nuovi edifici, Roberto Occhiuto fa sparire il resto, spostando l’attenzione dai problemi dell’oggi ad un roseo futuro eternamente “in arrivo”, così da poter avere sempre l’alibi per non rispondere di un presente da incubo.

Infatti, mentre si alimenta ad arte un dibattito tanto acceso quanto inconsistente – volto solo a distrarre la cittadinanza, offrendole l’ennesimo argomento divisivo – la realtà, per la sanità territoriale catanzarese, resta ostinatamente e tristemente sempre la stessa: liste d’attesa infinite, carenza cronica di personale, reparti che sopravvivono più per spirito di sacrificio che per organizzazione, migrazione sanitaria in crescita e strumentazioni da anteguerra.

Peccato che, se si scavasse appena sotto la superficie, ci si renderebbe subito conto di un dettaglio tutt’altro che secondario: l’opera resta priva di copertura finanziaria, poiché non esistono capitoli di spesa in grado di sostenerla e i fondi INAIL, pubblicizzati a destra e a manca da chiunque, restano un’ipotesi priva di riscontri. Tradotto in parole povere: non verrà costruito alcun nuovo ospedale perché non ci sono soldi.

Tornando poi alla concretezza, anche a costo di apparire ovvi, bisognerebbe far notare ai vari commentatori e agli improvvisati novelli urbanisti che, ad esempio, se nel nostro territorio qualcuno venisse colpito da un’emergenza cardiologica non verrebbe trasferito d’urgenza a Napoli per l’assenza di edifici nuovi o di stanze più moderne, ma, più banalmente, per la carenza di professionisti e di tecnologie adeguate. Il problema, quindi, non è legato al cemento ma a ciò che dovrebbe animarlo dall’interno.

Continuare a concentrare il dibattito sulla costruzione e ubicazione di nuovi edifici senza affrontare questi temi – che sono quelli realmente importanti per tutti noi – non è soltanto illogico, ma rischia di diventare un modo per eludere le questioni che contano davvero e smarcare chi ci governa dalle proprie responsabilità”


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.