
di GIOVANNI CIRILLO*
Abbiamo finalmente capito di cosa trattasi: è una iniziativa finanziata e pagata dal comune di Catanzaro correlata all’assegnazione della “Bandiera bleu”, le rampe realizzate da una associazione composta da 5 ragazzi autistici di Padova con i lego, pronte all’uso , dovrebbero favorire l’accesso alle spiagge dei disabili.
La collocazione programmata avverrà da tutt’altra parte e dovrebbe servire alla inclusione sociale e alla sensibilizzazione, nell’ambito delle scuole, dell’importanza di rimuovere le barriere sociali. Abbiamo preteso di capire di più: ovvero di andare oltre la mera propaganda, attorno alle problematiche della disabilità e dell’approssimazione con cui si affrontano i problemi collegati.
Ancora una volta quello che emerge è il pressappochismo con il quale si affrontano i problemi della disabilità: zero programmazione, zero coprogettazione, zero coinvolgimento dell’associazionismo, omessa informazione sugli obiettivi. Obiettivi che, in sostanza, rimangono esclusivamente vantaggiose per chi utilizza le risorse pubbliche allo scopo di accreditare la propria immagine politica.
Per giorni si è parlato di inclusione come fatto folkloristico tralasciando di soffermarsi sulle ricadute effettive dell’iniziativa: l’immagine della città e dei suoi amministratori in rapporto ad un concorso “Bandiera bleu” a cui accreditarsi.
Mentre tutto i problemi di inclusione restano irrisolti, come irrisolta resta la solitudine delle famiglie davanti ai bisogni di assistenza non riconosciuti.
*Presidente di Ave AMA Associazione della Salute Mentale di Catanzaro
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