Catanzaro, la riflessione di Franco Cimino: "Auguri alla nuova giunta, adesso un presidente del consiglio per l'unità della città"

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Franco Cimino
  13 luglio 2022 13:06

di FRANCO CIMINO


La Giunta è fatta. Che piaccia o no, che mi piaccia o no, la Giunta adesso c’è. Che si potesse varare assai prima o, più colpevolmente, tardare ancora, poco importa. I problemi sono tanti e tutti urgenti. La strumento di maggiore sostegno del lavoro del Sindaco, adesso può operare. Complimenti ai singoli assessori e buon lavoro, nella collegialità, a tutti. Ora si pensi al Consiglio Comunale. Anch’esso deve entrare immediatamente in attività. La Città ne ha bisogno, come l’acqua. Dispiace che vi siano state delle defezioni da parte di chi ha preferito il posto nel governo rispetto allo scranno della Politica, indebolendo, tra l’altro, la presenza femminile all’interno dell’Aula. Ma se così ha voluto il sindaco vuol dire che avrà avuto le più alte ragioni della Politica per farlo, ed esse vanno accolte con rinnovata fiducia. Il Consiglio, quindi, per completare il dettato elettorale e quello statuario.

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E avviare al meglio la nuova legislatura, una delle più importanti della storia politica della Città. La normativa riguardante i comuni, quella intervenuta con l’elezione diretta del Sindaco e la conseguente modificazione dei compiti e dei poteri tra le diverse articolazioni amministrative, ha delineato chiaramente le funzioni dell’Assemblea elettiva e quelle dell’Esecutivo, che ha il sindaco a capo. I due ambiti sono dotati di reciproca autonomia anche se l’uno e l’altro restano strettamente collegati da quella sorta di fiducia, complessa e completa, da cui dipende non solo la buona attività amministrativa, ma anche la vita stessa degli organi dell’Amministrazione. Il recente risultato elettorale, di certo anomalo per l’anomalia politica che l’ha vieppiù determinato, lungi dall’essere una contraddizione della normativa e un suo grave limite, ha, invece, esaltato la forza istituzionale delle due realtà. E la loro autonomia. Specialmente, quella del Consiglio.

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La situazione difficile in cui versa la Città, la pesantezza di alcuni suoi problemi e l’urgenza che grava su di essi, spingono la Politica, quella alta di idealità e piena di sensibilità(se ci fosse nella giusta quantità), a unire gli sforzi e le intenzioni di tutti i livelli istituzionali, nonché quelli degli eletti al Comune, per realizzare quella unità cittadina, dapprima all’interno del Palazzo, che manca forse da sempre. L’occasione è ancora più propizia per tentare di superare le accese tensioni, con il carico di veleno lastricato, che hanno accompagnato tutto il tempo di questa brutta campagna elettorale. La Città, per colpa della politica e di chi, a diverso titolo l’ha governata, è divisa, come il suo territorio, in tre parti. Il sessanta per cento che non è andata a votare, la prima, e del restante quaranta, la maggioranza che ha votata Fiorita e il quarantadue per cento che ha votato Donato, le altre due.

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Pensare di continuare su questa strada, magari con la tecnica del tirare a campare per tenersi il posto e con un trasversalismo rovesciato, con ciascun consigliere che pretenderà di contare quanto un partito, sarebbe un errore, tutto a danno del capoluogo, che non decollerà verso il progresso e la sicurezza. Proposta: si convochi al più presto e nei solo tempi tecnici imposti, il Consiglio e si elegga un Presidente della riconciliazione, del confronto amichevole. E dell’unità da riflettersi, con la qualità persuasiva di una sincera “ verità”, nella comunità, affinché i cittadini, in amicizia tra loro, siano partecipi attivamente della vita amministrativa, in cui, si badi, non sono in gioco gli interessi e le carriere politiche dei singoli, ma il destino e il futuro di Catanzaro. Mai, come questa volta, tutto dipende da noi. Facciamolo senza indugi. Un presidente eletto all’unanimità, sarebbe la prima volta, vero. Ma che bella partenza sarebbe!

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