Catanzaro, l'anatra zoppa ma 'responsabile' e il test della presidenza del Consiglio comunale

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Palazzo De Nobili
  27 giugno 2022 18:59

di GABRIELE RUBINO

Magari non diventerà un cinghiale, come detto da Antonello Talerico, ma l'anatra zoppa nel Consiglio comunale della nuova Amministrazione del sindaco Fiorita pare possa già avere le stampelle. Praticamente (quasi) tutti i gruppi e le liste di maggioranza, della coalizione di Donato, nel congratularsi con il primo cittadino hanno lanciato segnali distensivi. E allora i concetti di "mettere al primo posto le prospettive di futuro", di "bene comune" e "senza pregiudizio", oggi prevalgono sul rischio 'ingovernabilità' paventato prima del ballottaggio. Ma alla fine, nel pieno della bagarre elettorale, ci poteva anche stare. Così come la virata a urne chiuse e dato acquisito.  

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I numeri restano numeri. Lo schieramento di Donato può contare su 19 consiglieri (inclusa, al momento, Wanda Ferro di Fratelli d'Italia) su 32. Magari non ci saranno salti della quaglia nei primissimi mesi, ma la situazione si potrebbe gestire anche con il gioco delle astensioni o delle assenze (possibilmente in seconda chiamata) per non paralizzare l'attività. E dopo si vedrà. Una cosa è certa: nessuno degli eletti si dimetterà dopo una campagna elettorale così 'sanguinosa', in cui quasi tutti gli uscenti hanno perso consensi. E soprattutto, per il principio di realtà, nessuno si dimetterà visto che il compenso aumenterà sensibilmente fino al 2024 (vedi tabella). E se (quasi) nessuno della Consiliatura uscente lo aveva fatto per 700-800 euro al mese e con il bonus della tempesta dell'indagine Gettonopoli, perché dovrebbero farlo adesso?

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Questo non significa che, con altrettanto pragmatismo, ogni seduta non sarà 'tirata' e magari oggetto di estenuanti e serrate trattative di preparazione all'adunata in Assemblea. Il primo grande test sarà l'elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale. In teoria la maggioranza donatiana (quando non saranno necessari i due terzi) potrebbe eleggersene uno suo, cioè quindi non espressione della coalizione di Fiorita. Ma non è escluso che possa esserci un'intermediazione, magari proprio la prima in nome della 'responsabilità'. 

 

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