Catanzaro lancia "Talents Lab": inclusione e sostenibilità costruite con i LEGO

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Da sinistra: Claudio Mazza, Giusy Iemma, Rosario Bressi, Damiano Marini, Nunzio Belcaro

  15 aprile 2026 16:48

di IACOPO PARISI

Catanzaro punta su inclusione e sostenibilità con un approccio concreto e partecipativo. È stato presentato al centro sociale Fasano il progetto “Talents Lab”, laboratorio creativo che utilizza mattoncini LEGO riciclati per promuovere accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche, coinvolgendo scuole e realtà del Terzo Settore. Al centro dell’iniziativa, la volontà di costruire un percorso condiviso che parta dalle nuove generazioni. “È un laboratorio e uno spazio creativo di partecipazione e cittadinanza attiva – ha spiegato il vicesindaco Giusy Iemmaabbiamo voluto coinvolgere le scuole per iniziare con i più giovani e lanciare un messaggio incisivo attraverso piccoli gesti”.

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Il progetto si fonda su un’idea semplice ma altamente simbolica: utilizzare mattoncini LEGO riciclati per realizzare rampe di accesso per persone con disabilità. Un gesto concreto che diventa anche metafora sociale. “I mattoncini hanno colori, forme e funzioni diverse, ma insieme riescono a costruire qualcosa: è un’immagine che rispecchia la nostra società”, ha aggiunto Iemma, sottolineando come la scuola rappresenti “il primo laboratorio di cambiamento culturale”.

Un percorso che si inserisce anche nel quadro più ampio delle politiche legate alla sostenibilità. “La Bandiera Blu non è solo qualità del mare – ha evidenziato Claudio Mazza, presidente di FEE Italia – ma riguarda la gestione complessiva del territorio. È una scelta di campo che investe sostenibilità ambientale, sociale e culturale”. In questo contesto, il passaggio “dall’accessibilità all’inclusione”rappresenta, secondo Mazza, un salto culturale decisivo, così come la necessità di progettare spazi secondo i principi dell’“universal design”, pensati cioè per tutti fin dall’origine.

Il centro sociale Fasano si conferma intanto luogo di aggregazione e sperimentazione. “Stiamo provando a riempirlo di contenuti e attività – ha spiegato Rosario Bressi – in una direzione che guarda ai bambini, ai minori e all’inclusione”.

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Nel corso della presentazione è emersa anche una riflessione sul linguaggio e sul modo in cui si affrontano i temi sociali. “Spesso si utilizza un linguaggio retorico e distante – ha osservato l’assessore alle politiche sociali Nunzio Belcaromentre è fondamentale costruire percorsi autentici, a partire dalla formazione dei bambini e dall’uso corretto delle parole”. Un aspetto decisivo perché “le parole sbagliate creano muri e incomprensioni”, mentre serve “un cambiamento culturale netto”.

A dare profondità al progetto sono soprattutto le storie. Sebastiano Ricciardi di Talents Lab ha raccontato la nascita dell’esperienza, partita durante la pandemia lavorando con ragazzi nello spettro autistico spesso “sospesi” tra percorsi educativi e lavorativi. Da un semplice confronto è emersa una domanda chiave: “Qual è il tuo talento?”Da lì sono nate esperienze concrete: ragazzi che hanno scritto libri, trovato lavoro, scoperto capacità inesplorate. Fino all’intuizione delle rampe realizzate con i LEGO, diventate simbolo di inclusione e strumento reale di accessibilità. “Fidandoci delle loro passioni – ha spiegato – siamo riusciti a costruire percorsi veri, trasformando la solitudine in opportunità”.

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Un racconto che si intreccia con quello di Damiano Marini, anche lui facente parte del progetto, che dopo un incidente ha cambiato vita scegliendo di lavorare sui temi dell’inclusione. “Ognuno di noi ha una “musica” dentro – ha detto – e il nostro compito è avere il coraggio di seguirla”.  Nelle scuole, attraverso il progetto, queste storie diventano occasioni di incontro e crescita. “Quando raccontiamo queste esperienze – ha aggiunto – si creano connessioni. E dalle connessioni nascono i progetti”. Le rampe colorate diventano così anche un messaggio culturale: “Non è la disabilità a essere bella, ma nella disabilità c’è bellezza, e dobbiamo imparare a riconoscerla”. "Talents Lab” si presenta quindi come molto più di un progetto: un modello di comunità che unisce istituzioni, scuola e Terzo Settore, trasformando un gesto semplice in un potente strumento di cambiamento culturale.


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