
Ad ottobre 2025 le classi Quinte del Convitto Galluppi Liceo classico, grazie al programma Vivi e scopri la Calabria della Regione Calabria - Dipartimento Istruzione e Pari Opportunità hanno avuto la preziosa opportunità di visitare un territorio ricco di cultura, arte, paesaggi la cui storia affonda le radici nel lontano passato della magna Graecia. Gli alunni hanno fatto un viaggio di scoperta della propria Regione attraverso le visite dei borghi e le attività laboratoriali.
Il titolo specifico dato al progetto pianificato dai docenti coinvolti, Mirari, ha una sua valenza legata all’idea di attenzione e stupore: meravigliarsi davanti al nuovo o all’inaspettato. Guardare qualcosa senza stupore sarebbe solo vedere, meno intenso nel cogliere un significato e con stupore i ragazzi si sono immersi nella scoperta della loro terra di Calabria, ai fini di una “consapevolezza del patrimonio identitario” capace di orientare nel proprio domani.
Questo il senso della proposta che ha visto i ragazzi e le ragazze impegnati per cinque giorni tra Seminara, Gerace, Pentedattilo, Bova, Casignana, Sant’Agata del Bianco: orientarsi a partire dalla conoscenza del territorio, delle sue memorie nascoste, delle sue infinite risorse storico-artistiche, dei segni potenti ma spesso invisibili di futuro.
Una proposta laboratoriale, in cui hanno dovuto mettersi in gioco, partecipando in maniera attiva e scoprendo di volta in volta nuove possibilità e nuove competenze. Ed è stato evidente come proprio nei momenti in cui hanno potuto letteralmente "sporcarsi le mani" - nella lavorazione dell’argilla guidati dai bravissimi maestri pignatari di Seminara - lasciando per un attimo da parte quella "mentalizzazione" con la quale la scuola mette alla prova le loro capacità, si sono ritrovati a vivere esperienze di liberazione e di pura espressione. Una scuola che si fa esperienza, che dà la possibilità di esplorare aspetti sconosciuti, di riconoscersi parte di una storia straordinaria per ricchezza e diversità, della quale poter magari sentire il richiamo ad una responsabilità per il futuro. E non si tratta di riprendere qui la retorica della "restanza", quanto di poter lasciare in loro una traccia che può risultare decisiva nelle scelte consapevoli per il futuro e nella comprensione di se stessi, che è poi il senso e la finalità principale di ogni "orientamento".
Particolarmente significative, in tal senso, le bellissime passeggiate, guidate da esperti e appassionati del territorio, tra storia e natura; la scoperta del pittoresco borgo di Pentedattilo nella lettura di pagine del Diario di un viaggio a piedi di E. Lear, il laboratorio linguistico greco-calabro a cura del Circolo culturale Apodiafazzi nel Museo Rohlfs di Bova, la visione panoramica sempre stupefacente, tra i ruderi dell'antico castello e la Cattedrale di Gerace. E ancora la lunga passeggiata naturalistica per i piani di Marco, laddove tra la nebbia e la vegetazione selvaggia, abbiamo insieme scoperto i ruderi delle "mura di Spartaco", rievocando in una delicata e vibrante rappresentazione il significato ancora attuale di quell'antica storia di rivolta.
E come in una classica composizione ad anello, la ricchezza del viaggio Mirari, è stata ben espressa dalle parole di alcune allieve:
L’occhio che si apre alla meraviglia della scoperta di un territorio è già parte dell’esperienza e lo stupore è un primo passo verso la comprensione.
Osservare attentamente e con concentrazione, coinvolgere lo sguardo, la mente, l'animo.
Ammirare non è un gesto passivo. È un atto di presenza e di apertura, un modo per entrare in contatto con ciò che ci circonda e con noi stessi. Significa fermarsi davanti a un paesaggio, a un’opera d’arte, a un volto o a un gesto umano e lasciare che quella visione operi una trasformazione, anche solo per un istante. È un piccolo viaggio interiore, un atto di curiosità e rispetto per la realtà che ci circonda. Ogni volta che ammiriamo qualcosa, dunque, ripercorriamo inconsapevolmente la strada degli antichi: non basta vedere, bisogna guardare davvero, con meraviglia, curiosità e presenza d’animo.
In fondo, Mirari e ammirare ci ricordano che la bellezza e la meraviglia sono dappertutto, e che spesso basta aprire gli occhi e il cuore per scoprirle. È un invito a non correre oltre, ma a fermarsi, osservare e lasciarsi sorprendere perché ogni cosa che osserviamo con attenzione può insegnarci qualcosa, trasformarci, farci riconoscere la bellezza che è intorno a noi e quella che abbiamo dentro di noi.
I ragazzi delle Quinte classi avranno modo di esporre le loro creazioni digitali e in argilla e di condividerle con la comunità scolastica e cittadina venerdì 6 febbraio dalle ore 11:00 nell’atrio del piano parcheggio del Liceo Classico alla presenza del maestro pignataro Rocco Condurso e della Responsabile del Museo delle Ceramiche di Seminara.
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