Catanzaro. Lo spaccio è un affare di famiglia: telecamere e minori per controllare il mercato della droga (I NOMI)

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images Catanzaro. Lo spaccio è un affare di famiglia: telecamere e minori per controllare il mercato della droga (I NOMI)

  26 ottobre 2021 13:15

"Noi facciamo la nostra parte ma anche le altre istituzioni devono fare la loro". E' il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ad aprire la conferenza stampa dell'operazione "Drug family", il blitz che questa mattina ha portato all'arresto di 31 persone nella zona sud del capoluogo di regione. Riflettori puntati su un vasto traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere Aranceto, dove un'intera zona era sotto il dominio di una famiglia che avrebbe utilizzato anche i minori per stabilire contatti con i fornitori. 

"Abbiamo raggiunto alti livelli di impenetrabilità", dice Gratteri, il quale si congratula con chi ha eseguito le indagini: carabinieri e polizia, ormai alla seconda operazione consecutiva insieme dopo quella di esattamente due settimane fa e che ha portato all'interruzione di un altro giro di spaccio nel quartiere a sud di Catanzaro. 

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Accanto a lui Vincenzo Capomolla, procuratore vicario aggiunto:  "Si è trattato di un’attività ostica perché l’ambito di controllo era una rete familiare che controllava una zona della città. Si era dotata di contromisure: video sorveglianza che permetteva di prevedere l’intervento delle forze dell’ordine. Il coordinamento tra Polizia e Carabinieri ha funzionato di nuovo. Recepiamo di nuovo un uso costante di minori, affidato ad una comunità. Utilizzati sistematicamente per vedette, contatti con assuntori e associati.  Importante anche il ruolo di due collaboratori di giustizia, uno invece ha iniziato ma poi ha interrotto la collaborazione".  

Il procuratore Giancarlo Novelli ha affermato che il blitz dimostra che “non ci sono santuari inespugnabili. Anche con maggiore difficoltà ma i risultati vengono conseguiti”.

Arresti a Catanzaro. Il quartiere Aranceto "vero market della droga" dove si spacciava anche durante il lockdown (I NOMI)

Gli fa eco Antonio Montanaro, comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro: “Si conferma la presenza delle forze dell’ordine per fronteggiare lo spaccio di sostanza stupefacente”. Il comandante ha raccontato di come un indagato nei mesi scorsi ha fatto una telefonata ai numeri di emergenza per segnalare un'auto in fiamme nel quartiere Aranceto. Intervengono due automobili dei carabinieri ma l'avvertimento si rivela un'imboscata, una sassaiola contro i carabinieri. "Pochi giorni prima era stato sequestrato un chilo e mezzo di cocaina", ha spiegato Montanaro. 

Entra nel dettaglio il comandante di compagnia di Catanzaro, Ferdinando Angeletti: “Attività iniziata a gennaio 2020 dopo un arresto. Era l’abitazione di una famiglia il centro dello spaccio, che non si è fermato nemmeno durante il lockdown. Per loro non doveva mai restare vuota la casa. Qualcuno doveva sempre rifornire e garantire il servizio.  Oltre all’episodio della sassaiola, possiamo raccontare di come il gruppo criminale utilizzava telefonate anonime per far arrestare membri rivali". 

Per Fabio Catalano, capo della squadra mobile di Catanzaro, si tratta di "interi quartieri dediti allo spaccio.  Anche questa volta siamo riusciti a dare una risposta e dà sicurezza ai cittadini nella vita di tutti i giorni". 

Conclude la conferenza stampa il vice questore aggiunto, Costantino Belvedere: “Disarticolata una importante piazza di spaccio., capace di controllare il quartiere”.

I NOMI:

Abbruzzese Giovanni ’87   

Berlingiere Nino ’99 (arresti domiciliari)

Berlingieri Antonio detto “Pastina” ’74 (carcere)

Bevilacqua Cosimo detto “Coccolino” ’ 98  (arresti domiciliari)

Bevilacqua Cosimo ’97 (arresti domiciliari)

Bevilacqua Danilo ‘99

Bevilacqua Fabio ’91 (carcere)

Bevilacqua Luciano ’88 (arresti domiciliari)

Bevilacqua Massimo detto “U Malloscio” ’77 (arresti domiciliari)

Bevilacqua Maurizio ’73 (arresti domiciliari)

Bevilacqua Nico ’92 (carcere)

Catania Luca ’92 (carcere)

Critelli Elvia ‘98

Critelli Fabio ’76 (carcere)

Iania Stefano ‘82

Iuliano Antonella ‘86

Mungo Giuseppe ’87 (carcere)

Palleria Vincenzo ’79 (carcere)

Paone Simona ‘84

Paparazzo Natascia “Occhia nera” ’90 (arresti domiciliari)

Passalacqua Cosimo Damiano ’95 (arresti domiciliari)

Passalacqua Daniele detto “Lupen” ’90 (carcere)

Passalacqua Domenico detto “Mimì” ‘2002 (arresti domiciliari)

Passalacqua Domenico Salvatore detto “Geppetto” ’99 (carcere)

Passalacqua Enzo ’89 (carcere)

Passalacqua Fiorella ’87 (carcere)

Passalacqua Fiorina detta “Fiora” ‘66

Passalacqua Franco detto “Bis” ‘’83 (carcere)

Passalacqua Marco detto “Cocchio d’olivo” ’96 (carcere)

Passalacqua Rosella “Ro-ro” ’83 (carcere)

Passalacqua Silvana ’74  (arresti domiciliari)

Tratoti Nicola ‘83

Tropea Angela ’97 (carcere)

Veneziano Damiano ’89 (carcere)

Veneziano Giovanni detto “U voi” ’80 (carcere)

Vetere Maurizio ’83 (carcere)

 

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