Catanzaro, l'odissea di un anziano che assiste la sorella invalida: "Decine e decine di chiamate senza risposta per le medicine"

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images Catanzaro, l'odissea di un anziano che assiste la sorella invalida: "Decine e decine di chiamate senza risposta per le medicine"

La storia di un anziano 'recluso' in casa a causa delle condizioni della sorella. Il racconto dei vani tentativi di ottenere la prescrizione del medico di base per i farmaci

  04 gennaio 2022 18:57

“Ho chiamato quasi ininterrottamente dalle otto e mezza della mattina e ancora alle sei di pomeriggio non ho ricevuto risposta: è una tragedia, non so come fare”. È un cittadino catanzarese esasperato quello che racconta la sua ‘ingabbiata’ quotidianità alle prese con le cure della sorella. Entrambi sono anziani e soli. Lei è totalmente invalida – spesso attaccata alla bombola dell’ossigeno-, lui deve badare alla congiunta praticamente ogni minuto della giornata.

"Da due anni faccio una vita da recluso, posso uscire giusto il tempo per acquistare generi alimentari di prima necessità e per recarmi in farmacia per le medicina necessarie per la sopravvivenza di mia sorella”. Ecco, le medicine si diceva. Farmaci per cui è necessaria la prescrizione del medico di medicina generale. Ed era proprio allo studio di camici bianchi associati (a Catanzaro) che le chiamate a vuoto dell’uomo erano dirette. L’impegnativa appunto serviva per le medicine della sorella. Ma per oggi non c’è stato verso. “Il telefono dell'ambulatorio e del medico di fiducia risultano perennemente occupati. Qualche volta capita che si attiva il servizio di messa in coda delle chiamate per attribuire l’ordine di priorità agli utenti. Quando risulto essere il primo improvvisamente la linea cade e ricomincia la trafila. Ho tentato decine e decine di volte senza alcun esito. È una prigione in cui ti senti impotente. Purtroppo non è la prima volta che accade e non sono nemmeno l’unico perché anche altri hanno segnalato questa disfunzione”. L’odissea dell’uomo alla ricerca della prescrizione medica elettronica che consente di evitare gli spostamenti da casa (che non guasta in epoca Covid e non guasta per chi non può spostarsi per assistere un parente) è diventata un incubo. “Ho spiegato che così come organizzato questo sistema non funziona e penalizza le persone più in difficoltà ma purtroppo le risposte sono state tutt’altro che accoglienti”, aggiunge l'anziano catanzarese. La soluzione, come spesso accade in questi casi, è borderline. Nel senso che si deve trovare una pezza al buco. Così, l’uomo è costretto a recarsi alla farmacia di fiducia e chiedere quasi come fosse in favore di ‘anticipare’ la consegna del farmaco dietro la promessa della successiva trasmissione della prescrizione medica (che è diventata impossibile da ottenere in tempo). Ma questa sensibilità non può estendersi a tutti i farmaci. Infatti, in alcuni casi la farmacia è effettivamente impossibilitata al rilascio senza il documento firmato dal medico di medicina generale.

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“E se capitasse questo? Dovrei lasciare mia sorella senza medicine? Perché dall’altra parte non rispondono al telefono? E’ veramente assurdo tutto questo. Non si ha considerazione delle sofferenze che giornalmente affrontano le persone e i medici che dovrebbero assistere i pazienti invece complicano le cose rendendo l’esistenza dei familiari un inferno”, conclude amaramente l'uomo. (g.r.)

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