
di FILIPPO COPPOLETTA
Compariranno davanti al Gup Giada Maria Lamanna i sette indagati nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria che ha fatto luce su un presunto sistema di sottrazione e utilizzo illecito di materiale sanitario dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, oggi “Renato Dulbecco”. L'udienza preliminare fissata per il prossimo 9 aprile 2026, ruoterà intorno alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm Giulia Pantano e Domenico Assumma a carico di Marco Scicchitano, Anna Rita Procopio, Riccardo Sperlì, Maurizio Gigliotti, Antonio Torchia, Melania Musso e Ugo Salvatore Vescio.
Al centro del procedimento penale, scaturito dalle indagini avviate nel 2023, figurano una serie di condotte che, secondo l’accusa, si sarebbero protratte tra il 2021 e il 2022, in relazione ad una presunta appropriazione di dispositivi medici, farmaci, lenti intraoculari e altro materiale sanitario di proprietà dell’ospedale pubblico, che sarebbe stato poi utilizzato in strutture private e in studi medici, in alcuni casi per attività libero-professionale. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, episodi di peculato, impiego illecito del materiale sottratto e condotte finalizzate a occultarne la provenienza, oltre a presunti aiuti successivi per evitare l’individuazione delle responsabilità.
Secondo quanto emerge dagli atti, Marco Scicchitano, dirigente medico del reparto di oculistica del “Pugliese-Ciaccio”, Anna Rita Procopio e Riccardo Sperlì, anch’essi in servizio presso la stessa struttura, avrebbero avuto un ruolo centrale nella sottrazione e nell’utilizzo dei beni sanitari. A Maurizio Gigliotti, amministratore di una società del settore medicale, viene contestato di aver concorso in alcune fasi e di aver fornito supporto per giustificare o occultare il materiale. Antonio Torchia, avvocato, Ugo Salvatore Vescio, all’epoca colonnello medico dei Carabinieri, e Melania Musso sono invece accusati, secondo le rispettive posizioni, di aver agevolato gli indagati principali dopo la commissione dei fatti, anche attraverso il trasferimento e l’occultamento dei dispositivi o l’utilizzo di documentazione ritenuta falsa.
Ad affiancare gli imputati nella difesa ci saranno gli avvocati Teresa Matacera, Eugenio Perrone, Francesco Iacopino, Giovanni Canino, Giovanna Altilia, Domenico Carbone, Maria Murone e Nadia Maria Mercuri. Parti offese sono stati individuati lo Stato e l'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro.
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